lunedì, settembre 22, 2008

Odiando s'impara (a devastare una nazione)

Capita spesso, chiacchierando con chi ancora conserva lucidità e pensieri propri, di chiedersi: “Ma come è possibile? Come può essere che tutto questo schifo – l’involuzione etica ed autoritaria del paese, la perdita di una coscienza civile, l’attacco ai fondamenti della Repubblica – sia condiviso o invisibile dai più, e che il consenso per questo governo continui a crescere?”

In questi giorni, su “Repubblica”, sono apparse alcune riflessioni utili ad approfondire questa domanda.
Questo articolo di Edmondo Berselli affronta il tema della comunicazione da parte del governo da un punto di vista interessante (scusate, abitualmente quando parlo di una istituzione uso l’iniziale maiuscola: ma in questo caso l’istituzione è occupata da chi non mi riconosce come cittadino, e dunque l’iniziale minuscola è l’unica forma di reciprocità che posso adottare).
Secondo Berselli, il governo ed i suoi ministri (la Gelmini, Brunetta, Maroni, la Carfagna in particolare) adottano un “format” comunicativo comune, che è usato assai efficacemente, ad esempio, da Brunetta:

“Nello schema del ministro della pubblica amministrazione, la popolazione nazionale si divide in due parti ben individuate: da un lato, "sessanta milioni" di italiani per bene, contrapposti a un milione di farabutti, fannulloni, lavativi, buoni a niente, sabotatori. Dal lato dei fondamenti empirici, il modello descrittivo di Brunetta è irrilevante.

Ma quanto a capacità di mobilitazione è formidabile. Il format del ministro è un perfetto produttore di consenso, perché colloca la stragrande maggioranza dei cittadini dalla parte del buon senso e della buona volontà, e consegna a una gogna ipotetica un imprecisato milione di italiani (questi sì "imbarazzanti", quindi licenziabili, punibili, penalizzabili dagli ukase ministeriali).

Sarebbe superfluo dire che il format è impreciso, e non descrive nulla della società contemporanea, se non fosse che come modello proposto in pubblico ha successo. Anzi, un successo travolgente. Da un lato rassicura, dall'altro esorcizza. Rassicura i bravi cittadini, gli impiegati onesti, l'intera platea di chi auspica efficienza e rigore nei comportamenti pubblici; esorcizza il rischio di una società contagiata dagli imbroglioni, indifferente ai dettami etici, governata dai criteri di un familismo ancora e sempre amorale.”

Rumeni, zingari, prostitute, mendicanti, sindacalisti, piloti, statali, insegnanti, e da qualche giorno i medici: ecco dove si annida il nemico, il sabotatore. Il governo è innocente, ed anzi opera con impegno per distruggere queste sacche di resistenza immorale, sgominate le quali il paese sarà libero e felice.

Ilvo Diamanti (che scrive in un modo insopportabile, con quelle orrende frasi spezzate, ma dice cose intelligenti) affronta l’argomento in questo articolo da un altro punto di vista: è la delusione che crea consenso.

“Oltre al format comunicativo del governo, c'è un'altra spiegazione. E' che ci siamo abituati, assuefatti alla delusione. Non la consideriamo uno emergenza, di cui ha colpa, anzitutto, chi manovra le leve di governo. Ma una situazione normale, per quanto sgradevole. Come la nebbia in val padana d'inverno e le zanzare d'estate. Gli italiani: non possono non dirsi delusi. A prescindere. Perché nessuno, è stato capace di sanare i bilanci, abbassare le tasse, rilanciare l'economia, ridurre la paura della criminalità. E se anche avvenisse, non ce ne accorgeremmo. D'altronde, anche se i crimini sono diminuiti, la paura è cresciuta lo stesso. E se il tasso di criminalità in Italia è tra i più bassi d'Europa, noi restiamo il paese europeo più impaurito e deluso. Il più sfiduciato. Chiunque ci governi. Berlusconi o Prodi.

Per cui, dopo aver provato, invano, a invertire la rotta con il voto, cambiando governo e maggioranza, gli italiani si sono rassegnati. Così, oggi che la delusione è penetrata dovunque: nelle case, nelle famiglie nei vicoli, nei programmi tivù, negli indici di borsa che sembrano bollettini di guerra, nelle stime dei mercati, della produzione e dei consumi: oggi che la delusione è dappertutto, gli italiani hanno smesso di considerarla un accidente. La considerano una perturbazione durevole, uno stato di necessità. Che non è il caso di imputare a qualcuno. D'altronde, chi c'era prima ha fatto di meglio? E' riuscito a darci fiducia? A renderci felici? Allora, inutile ritorcere la nostra rabbia, la nostra delusione, su chi governa oggi. Teniamocelo. Accontentiamoci. Tanto più se riesce a consolarci e a offrirci capri espiatori, a suggerirci che non è colpa nostra (né tanto meno sua).

Ma se la delusione non costituisce più uno strumento di delegittimazione del governo, né un metodo di opposizione, allora - scusate la tautologia - per fare opposizione la delusione non serve. Non solo, ma diventa dannosa. Un boomerang.

Per fare opposizione occorrerebbe, al contrario, spingere la delusione più in là. Generare speranza, non nuove illusioni. Ma la speranza è un attributo del futuro. E il futuro, per ora, è solo una speranza. Pardon: un'illusione, che in pochi si ostinano a coltivare.”


Sempre Diamanti, sulla Repubblica di oggi, affronta un tema collaterale a quelli appena citati: come si diventa “nemico pubblico” del paese, ovvero “la professione come colpa”.

“D' altra parte, due anni fa, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni produsse (come effetto laterale e in parte imprevisto) un ampio risentimento sociale contro alcune categorie professionali "autonome". Come i tassisti. Che reagirono con proteste talora estreme. Così oggi le professioni servono perlopiù a catalogare le persone in modo spregiativo. A dividere la società, erigendo barriere di risentimento e indignazione. Professori, piloti, statali, tassisti, medici, immobiliaristi, notai, ministeriali, bancari, banchieri, assicuratori, farmacisti, bottegai. E ancora: giornalisti, giudici, magistrati e politici. Gli uni contro gli altri. E tutti insieme contro ogni singola professione.”


Odiate, dunque, sudditi ormai ex-cittadini, odiate liberamente: è il vostro governo che ve lo dice e ve lo suggerisce. Odiate il vicino, odiate senza ritegno. Senza pietà, senza tregua. Il nemico è vicino a voi, attorno a voi. Come negli anni '20.

P.S. a proposito di odio: questa mattina tutte le edicole di Torino espongono, come al solito, la locandina gialla che riprende i principali titoli di cronaca cittadina de “La Stampa”. Il titolo principale di questa mattina è “I bambini ROM che rubano tutto”. Senza parole.

15 commenti:

dario ha detto...

Lupo,
Io penso che nelle citazioni che hai riportato ci sono delle grandi verita'.
Penso che tra quelle la verita' piu' grossa sia che noi si accetta Berlusconi (noi come societa', intendiamoci, non parlo di te e di me)... noi lo si accetta perche' l'alternativa non ci da' speranza.

E come potrebbe, aggiungerei io... come potrebbe, chesso'.. Veltroni, ad esempio, dare speranza, cioe' nutrire quelle aspettative di vita migliore che noi legittimamente abbiamo, secondo una scala di valori che ci siamo creati in base allo stile di vita che conduciamo?
In altre parole, noi ambiamo ad una auto piu' grande, potente e bella, perche' la vediamo in tivu', e oggettivamente lei e' piu' attraente della vecchia carcassa che utilizziamo adesso. E poi noi ambiamo ad essere fighi e fighe come quei fighi e fighe che stanno nella pubblicita' di quelle auto cosi' grandi, potenti e belle. L'hai vista la pubblicita' dell'Audi A3, ad esempio? Ah, no, non hai la tivu'... be'... e' qualcosa del tipo che persone eccezionali (cioe' sportivi campioni del mondo...) stanno tra di noi e vivono come noi... insomma, il messaggio e' che noi abbiamo la possibilita' di diventare come loro... se solo ci compriamo un'Audi A3.

Vabe', chiusa parentesi automobilistica, credo che hai capito quel che voglio dire. Noi cosa vogliamo? Vogliamo essere piu' ricchi, vivere in un mondo piu' confortevole, e vogliamo che i nostri vicini siano piu' ricchi e che vivano in un mondo piu' confortevole (che cio' significhi far sparire i poveri o no, non ci importa).
Il problema e' che siamo al capolinea, cioe' non possiamo essere piu' ricchi di cosi'. Anzi, saremo sempre piu' poveri.
Io ho un mutuo da pagare, abbastanza oneroso. E tutti sti scossoni finanziari che partono dall'america e sono basati su una debolezza intrinseca di un sistema che e' arrivato al capolinea pure lui, mi fanno pensare che non e' potere di Berlusconi cambiare le cose, come non e' potere nemmeno di Veltroni.
E finche' noi si persegue una sempre maggiore ricchezza, che e' la meta proposta e perseguita da chi si identifica in quel sistema traballante arrivato al capolinea, non ci sara' speranza. Ti butti nel burrone, e mentre cadi ti dici... magari, se sbatto forte le braccia, prima di arrivare a terra imparo a volare... Vabbe', te lo puoi anche dire. Ma convincertene e' tutt'un'altra cosa!

E allora, quale dovrebbe essere il nostro futuro?

Tutto sommato se non si puo' diventare piu' ricchi, si puo' almeno essere poveri dignitosi, rifocillando la nostra morale, anziche' il nostro portafogli.
Il nostro sistema vive sulle spalle dei Poveri del mondo, cercando di nasconderli ai nostri occhi per evitarci l'impatto estetico della morte per fame. Potremmo essere poveri ma etici, e aprirci gli occhi davanti ai poveri del mondo. E dar loro una mano.

Finche' pero' viviamo in un sistema che fa della ricchezza e del continuo aumento di essa la sua colonna portante, mi sa che questa idea rimarra' sempre predente.
E se e' perdente a Veltroni non conviene cavalcarla. Figuriamoci a Berlusconi, che non e' nemmeno suo personale interesse!

Uhmm... "decrescita felice" mi sembra di aver letto da qualche parte... Ecco, non e' che mi affascini per niente l'idea della "decrescita felice", perche' mi piace la ricchezza. Sono anch'io condizionato dal sistema in cui vivo. Pero' sono anche abbastanza furbo da accettare questo modello se vedo che il sistema si sgretola.
Sono in grado io di cambiare? Forse si', forse no. Ma il problema non sono io. Il problema e' tutta la societa'. E' in grado di cambiare?
Be', secondo me condizione necessaria (magari non sufficiente) e' che ci sia qualcuno a proporlo.

Voglio dire, tra il capitalismo di destra, che e' egoista ed egocentrico, e il capitalismo di sinistra, che e' altrettanto egoista ed egocentrico anche se scimmiotta solidarieta', io preferisco quello di sinistra, ma entrambi sono altrettanto immorali. E, aggiungerei, entrambi sono destinati a fallire. E allora, con tutta la buona volonta', come si fa ad avere una speranza nell'alternativa a Berlusconi?

Max C ha detto...

Ma poi, a prescindere da tutto, è poi vero che il consenso del governo è almeno al 93%.... Chissà da quale domanda sono partiti per essere arrivati ad una conclusione del genere !
Se fosse stata: Siete soddisfatti delle decisioni prese dall'attuale governo non sarei cosi sicuro che si arrivi nemmeno al 50.
Per la comunicazione, al governo sono esperti nel comandarla e poi adesso se la prendono contro la scuola e se la prenderanno con la giustizia. Strano visto che le sue istituzioni sono un pozzo di voti del centrosinistra...se li mazzuolano un pò in fin dei conti di voti non ne perdono... anche se appunto con il decreto Bersani il centro sinistra fece lo stesso(ed avrebbe fatto benissimo ad essere ancora più duro) contro le lobby dei Taxisti o delle libere professioni che da sempre sono centro destra. Infatti alle scorse elezioni molti se lo sono ricordato e ti assicuro che i taxisti , i dentisti, i commercialisti..riescono a veicolari milioni di voti oltre al loro proprio.... purtroppo !
Io però non dispero...cazzate dopo cazzate anche i loro intrighi ed interessi salteranno fuori...speriamo solo si riesca ad organizzare un'oppopsizione credibile...e secondo me...Veltroni ormai è più che bruciato..è cremato !

Fauno Silvestre ha detto...

Che il consenso sia del 93 % è tutto da vedere. E che l'alternativa non dia SPERANZA è ancora meno evidente. Perchè qui il problema è che quello che ci propagandano è per l'appunto PROPAGANDA. Tutto quello che Lupo ha citato puo essere racchiuso con la semplice parola di CAPRO ESPIATORIO. Una pratica così antica e ottusa che dovrebbe scandalizzarci che venga ancora utilizzato.
Quello che ci danno è un insieme di inesistenti PROMESSE VUOTE, di SPOT, di PROVVEDIMENTI INUTILI. Tipo: tolgo l'ici ma poi i comuni non hanno i fondi per i servizi, quindi rintroduco l'ici chiamandolo con altro nome. O tipo: emergenza nazionale per le violenze dei rom ma il 90 % delle violenze su donne avvengono in FAMIGLIA.

Quello che ci serve non è una SPERANZA ma la concretezza di avere dei problemi cui dare risposte vere, responsabilità da attribuire, situazioni da sanare. E non lo si puo fare di certo facendosi prendere per il naso (io direi per il culo, ma fa piu fine la prima) con fandonie di questo tipo. A me di certo Veltroni non da alternative a Berlusconi, ma solo perchè sono della stessa pasta e affrontano le cose nella stessa cosa. Ma questo non vuol dire di certo che non ci siano soluzioni ai problemi.

dario ha detto...

Fauno:
Ma che speranza vuoi che ci sia per un italiano della classe media come me, credo te e la maggioranza degli elettori italiani se l'economia planetaria e' messa in crisi da uno scossone come quello della Lehman Brothers che non dipende da alcuna ragione pratica imputabile a me, credo te e la maggioranza degli elettori italiani, ivi inclusi anche Veltroni e Berlusconi?
L'economia planetaria, il capitalismo globale, lo sfruttamento del terzo mondo per arricchire le pance mia, tua e degli elettori italiani, nonche' tutti i cittadini medioborghesi europei e americani, compresi tutti quelli che si sollazzano nell'obesita' di questi due continenti e' in crisi, perche' finalmente si e' resa conto che non e' possibile espandere i mercati e la quantita' di persone che muoiono di fame. E quindi il castello sta crollando. Ovviamente, pero' quelli che ne patiranno le conseguenze siamo io, credo tu e la maggioranza degli elettori italiani.
E in questo, caro Fauno, Veltroni che cosa puo' fare?
E per altro, oltre che continuare a riempire la propria panza e quella dei propri figli, anche Berlusconi, ammesso pure volesse fare qualcosa, che cosa potrebbe fare?

Di quale concretezza stai parlando? Risanamento del conto pubblico italiano?

Secondo me, caro Fauno, l'unica speranza di sopravvivere per l'elettore medio italiano, cosi' come per il cittadino medio euro-americano per ripararsi dai detriti del castello che cade e' la "decrescita felice". Cioe' che non pretendo a tutti i costi il grosso SUV, ma che mi accontento della bicicletta. E, ovviamente, questo non serve a niente se sono azioni dei singoli a farlo, ma ci vuole un cambiamento radicale della societa'.
E nemmeno questo cambiamento radicale lo puo' attuare Veltroni o chi per esso. Pero' puo' proporlo, ecco.
Perderebbe ulteriore consenso, forse? Si', perche' la pancia piena fa piacere a tutti, me compreso. Ma almeno sarebbe onesto. E direbbe finalmente qualcosa di nuovo. E di sinistra.

Sai, Lupo? E' bizzarro, consideravo.... E' singolare che la sinistra si e' convertita al liberismo capitalista proprio quando il liberismo capitalista ha cominciato la sua inevitabile disfatta...

dario ha detto...

Ah, dimenticavo... e la Propaganda?
Be', la Propaganda per definizione la puoi chiamare propaganda solo quando sei convinto che non si tratta di verita' concreta, credo.
Quindi e' verissimo quel che dici tu per chi gia' non crede piu' nelle parole di quelle promesse vuote, di quegli spot, di quei provvedimenti inutili. Ma per chi ci crede ancora (perche' imbecille o disinformato, come la maggioranza degli elettori del centrodestra... e aggiungerei anche di quelli del centrosinistra), allora non si tratta di propaganda, ma di futuro attuabile o di buoni risultati ottenuti da chi spaccia quelle promesse vuote, quegli spot e quei provvedimenti inutili.
A me puoi anche dire che il provvedimento sull'ICI e' una cazzata, ma provassi a dirlo a mio nonno, buon'anima, che finche' era in vita una volta all'anno si lamentava perche' doveva pagare il dazio di avere la proprieta' di una casetta in cui vivere con la propria famiglia. Poi pero' prendeva l'autobus per andare in centro, il cui servizio era finanziato dal comune con i soldi raccolti con l'ICI.
Diciamocelo, di verita' ce ne sono due. Una e' che l'ICI stessa era una gran cazzata. Giusto finanziare i comuni, ma perche' farlo sul possesso della prima casa? L'altra e' che l'abolizione dell'ICI e' una cazzata perche' o togli i finanziamenti ai comuni, oppure trovi altro modo (che pesa sui cittadini, ovviamente) di finanziarli.
Quindi, se credi alla prima verita' sei berlusconiano, se credi alla seconda sei Veltroniano. In ogni caso ricadi in una forma di propaganda.
La verita' invece e' che se vuoi una cosa che ha un valore, purtroppo, la devi pagare. Non e' giusto? Okay, non e' giusto. Ma e' altrettanto ingiusto, secondo me, che ci sono delle cose che vogliamo anche se sono superflue, e le vogliamo scontate in modo che a pagare siano quelli che gia' muoiono di fame.
Questa secondo me e' la verita' che va detta: Cioe' che sono finite le vacche grasse, e allora o diventiamo egoisti e arraffiamo tutto depredando i piu' deboli (perche' i piu' potenti va a finire che tirano fuori i loro artigli per difendersi e ci facciamo male), rallentando il processo, oppure ci rassegnamo all'inevitabile periodo di vacche magre.

Max C ha detto...

Dario..... hai detto 'La verita' invece e' che se vuoi una cosa che ha un valore, purtroppo, la devi pagare'.... Allora sei Berlusconiano.
Sta cercando di sputtanare il pubblico per privatizzare tutto con questa intenzione......eheheheheh
Vuoi una scuola di valore, allora paga ! Una sanità di valore allora paga !! La fregatura è che noi(o almeno io) paghiamo già tanto e dovremmo pagare per dei servizi pubblici che devono funzionare ed invece i nostri soldi sevono solo a creare burocrazia, ...vabbè..mi lamento sempre !

dario ha detto...

Ehi, Max... non ho detto COME la devi pagare. Certo, sarebbe utile specificarlo, ma non era proprio quello che volevo dire.
Suppongo che tu sia d'accordo sul fatto che una buona scuola funzioni bene se ha dei buoni insegnanti, che malauguratamente vorrebbero il loro salario, e delle efficienti strutture, le quali sarebbe opportuno che vengano pagate, almeno in quanto frutto della forza lavoro di qualcun altro.
Tutto cio' costa dei soldi. Che devono essere pagati.
Metodo Berlusconiano: facciamo pagare agli utenti, in quanto la scuola e' privatizzata. Siccome viviamo in un sistema capitalista, cio' comporta un giro di denaro che alla fine viene appoggiato sulle spalle di chi muore di fame in Africa.
Metodo di Sinistra: prendiamo i soldi dalle tasse, che alla fine pagano tutti i cittadini. Siccome viviamo in un sistema capitalista, cio' comporta un giro di denaro che alla fine viene appoggiato sulle spalle di chi muore di fame in Africa.

Comunque la metti, se le nostre scuole funzionano bene le spese le fanno i poveracci diseredati del sistema. Peraltro cio' avviene anche se le scuole funzionano male. E allora il problema e' che non bastano i soldi che paghiamo. Il punto e' che in ogni caso, se vogliamo essere morali e non chiuderci gli occhi, dobbiamo rinunciare a gran parte della nostra ricchezza. Poi, speriamo che le scuole funzionino bene, ma in ogni caso ci costeranno molto piu' care. Tramite metodo berlusconiano o di sinistra.

dario ha detto...

Tu dici "la fregatura e' che noi paghiamo gia' tanto".
Ma che diavolo significa "tanto"?!? Chi e' che ha stabilito la scala di valori? Sai quanto deve pagare una famiglia africana per vivere?

Artemisia ha detto...

com'e' che anch'io vedo sempre piu' analogie con gli anni '20? Eppure non c'ero negli anni '20 e non c'erano nemmeno i miei genitori.

Max C ha detto...

Ho ovviamente estremizzato...parlando di metodi... Lo so che non se i Berlusconiano....
Per paghiamo tanto, oserei dire pago tutto, se alla fine dell'anno facendo i conti fra entrate ed uscite il saldo è zero....se avessi un saldo diverso vorrebbe dire che sarei riuscito a creare per me ricchezza alle spalle di qualcun altro. Certo che poi tutti i parametri che vuoi sono soggettivi. Non è possibile e sarebbe anche lungo farlo in prima persona...magari sui sentieri di montagna. Il risultato sarebbe anche una simpatica discussione dialettica ma che non cambierebbe il modo di funzionare del mondo. Io condivido pienamente la tua filosofia di 'decrescita felice' e direi anche voluta e cercata. Perchè in un modo o nell'altro la globalizzazione porterà ad un livellamento e più si 'cresce' e più la decrescita sarà in futuro sanguinosa..purtroppo sotto tutti i punti di vista.

Angela ha detto...

Anche io odio. Odio questa ignoranza collettiva, l'adattamento alla nullità, lo squallore del potere. Ma non auguro a nessuno dei miei nemici di morire: di vivere, semmai, a lungo, con meno di un dollaro al giorno...

luposelvatico ha detto...

Si, Dario, è vero: il massimo che viene proposto oggi non è un sistema alternativo all'esistente, ma qualcosa di identico e appena poco più accettabile (o inaccettabile) da un punto di vista etico. Tu ti chiedi se abbia senso gettare energie (e non poche) in uno sforzo che lascia sostanzialmente immutata l'ingiustizia del mondo, e mi sembra che ti rispondi sostanzialmente di no, fatto salvo il fatto che uno sta meglio con la propria coscienza. Io penso invece che la situazione sia talmente grave che persino un semplice ritorno al buonsenso, ed a una normale convivenza civile, sia un enorme passo avanti rispetto agli scenari che si stanno palesando.
Prima è necessario rinsavire, poi miglioreremo.

dario ha detto...

:-) quando il buon dio ha distribuito il dono della sintesi ne ha dato tanto a te e troppo poco a me... ecco, credo che hai azzeccato e sintetizzato perfettamente il mio punto di vista.

luposelvatico ha detto...

...ecco, se mi lasciava anche diecimila euro, quando ha distribuito quelle belle cose lì, non mi avrebbe neanche fatto schifo...:-)))

dario ha detto...

Vedi l'ingiustizia? A te tutto il dono della sintesi, a me tutti gli euro! :-))))))