lunedì, giugno 30, 2008

Oltre

Mi piace e mi riscalda il cuore, questa piccola rete di persone che usa questo ed altri blog affini come un luogo dove lasciare tracce, pensieri, segnali.
Tracce che sedimentano e creano piccoli percorsi comuni, che portano a sentirsi più ricchi e meno soli.
E' un momento difficile, ma questo incessante bisogno di capire e di non arrendersi ad una realtà che non piace è importante.
Stiamo vicini, dai, non smettiamo di parlare.
Passerà anche questa. E tutte le parole che ci stiamo dicendo, tutte le emozioni che ci stiamo scambiando saranno il tesoro che avremo messo da parte e di cui avremo bisogno per ricominciare a costruire, quando saremo oltre la notte, oltre il deserto, oltre il buio di un paese impaurito, ripiegato su se stesso, offeso e offensivo, attraversato dal vento della tristezza e dalla aridità d'animo.

"Per arrivare all'alba, è sempre necessario attraversare la notte".
Non ricordo dove l'ho letto, ma sono d'accordo.

10 commenti:

Artemisia ha detto...

Condivido. Non potrei mai rinunciare agli amici che ho trovato attraverso il blog. Soprattutto quelli con cui mi sento piu' in sintonia e tu sei uno di quelli, Lupo. Non e' una sviolinata, ti assicuro.
Veramente eri tu che ad un certo punto avevi deciso di tacere.
Nun te ce prova', eh!!

luposelvatico ha detto...

E' vero, ma è anche vero che avrò resistito si e no due giorni, al mio tentativo di stare zitto...:-)))

Max ha detto...

Sottolineerei questo tuo passo:
"E' un momento difficile, ma questo incessante bisogno di capire e di non arrendersi ad una realtà che non piace è importante."

Sono reduce da qualche giorno che ho passato ai campi estivi della parrocchia. Anche li parlando con i due parroci che sono due ottime persone (e pure antiberlusconiane e anche contro la gerarchia ecclesiastica che si svende per due soldi) si parlava di crisi di valori. Della gente che non va più in chiesa ma anche della crisi della politica e dei 'poli idelogici' in genere. Non si riesce più ad offrire nulla rispetto alla realtà troppo consumistica del giorno oggi. L'offerta di un ideale è poca cosa rispetto alla bellezza e all'apparire che propinano le televsioni e che la società cavalca. Ho parlato molto e molto ho ascoltato, la conclusione è però allarmante. Si tenderà sempre di più ad avere pochi centri di resistenza umana dov'è c'è voglia di reagire e di fare per se e per gli altri costretti a dover fare tanto con poco a causa dell'impoverimento materiale e mentale delle persone che sono annebbiate dal consumismo e non vedono che ci stiamo rovinando con le nostre mani.
Prr questo, in pochi o in tanti, è giusto e bello comunicare ancora e parlare e condividere la nostra vita.

Artemisia ha detto...

Interessante l'esperienza che racconta Max. Da atea convinta e del tutto estranea a questo mondo, penso che la chiesa potrebbe fare molto di piu' in questo campo. Ho l'impressione pero' (ribadisco, del tutto esterna) che, a parte singoli preti coraggiosi e tenaci non ci sia questa volonta' e non solo nelle gerarchie ecclesiastiche. Insomma di Alex Zanotelli e di Don Ciotti ne vorrei molti di piu'.

Anonimo ha detto...

Caro Lupo,
è molto bella la tua considerazione, ma è solo grazie alla tenacia e resistenza di persone come te o altre affini - nel gestire e mantenere aperto un blog, nel saper fornire stimoli di riflessione, ma anche nel condividere sfoghi che accomunano, o riflessioni che ci permettono di ritrovarsi fra simili - se ciò è possibile.
Si sono piccole reti di “resistenza umana” (per citare Max) che vale la pena di mantenere e di estendere per quando saremo oltre la notte, oltre il deserto..ma anche…oltre il ponte:
Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.
per citare Calvino...

Condivido, per arrivare all’alba bisogna necessariamente attraversare la notte e se ci si continua a parlare, il buio dà meno inquietudine.
Stefi

luposelvatico ha detto...

Riferendomi a quel che ha scritto Max, mi torna in mente un lontanissimo viaggio di conoscenza in Brasile, fatto con una ONG, nel 1989. Erano i tempi della teologia della liberazione, ed il Brasile pullulava di missionari italiani di straordinario spessore morale. Un missionario di Cuneo partiva in spericolate missioni notturne per portare cibo e supporto alle famiglie di senza terra che avevano occupato i terreni incolti, sfidando gli eserciti dei fazenderos. A Manaus (una delle città più affascinanti, terribili e violente del mondo) conoscemmo e fummo ospitati da un fantastico prete italiano, la panza sformata dalla birra e la faccia dai segni dei coltelli, che si era fatto affidare la tutela di oltre 40 minorenni di strada, e tentava di salvarli dal disastro: rideva molto, con gusto, mollava sganassoni sani ed educativi, non disdegnava la buona tavola ma neppure le risse con gli avanzi di galera che bazzicavano i moli sul Rio delle Amazzoni. La sua interpretazione del Vangelo forse non era canonica, ma funzionava bene, era adeguata ad una realtà degradata, e la fede gli dava il coraggio necessario ad alzarsi la mattina fischiettando e ridendo sonoramente anche se prima o poi da dietro un angolo maleodorante poteva arrivargli la coltellata fatale.
E penso poi ai piccoli uomini pallidi e pavidi che percorrono il nostro tempo, spaventati da tutto, persino dai bambini.
E penso che la notte preferisco percorrerla con chi sa sorridere e non ha paura.

viviana ha detto...

incontri come questo che racconti sono quelli che ci rendono migliori, ci fanno fare un altro pezzo di strada verso noi stessi, ci guariscono dalla paura. Ma per farli bisogna partire, verso un altro continente, come hai fatto tu, ma anche solo verso un'altra persona, un'altra isola di 'resistenza umana', un'altro popolo che divide questo paese con noi. Da quanto i tempi sono precipitati (perché la discesa era cominciata da tanto, adesso è solo più veloce) ho spesso in mente una vecchia vignetta di Linus: c'è Snoopy sul tetto della sua cuccia, in una notte nevosa, completamente coperto dal manto bianco e pensa: "fatti forza, sarà un lungo inverno".
Questa notte, questo inverno, questo ponte, sono fatti per essere attraversati. E più legami avremo stabilito nel farlo più saremo ricchi dall'altra parte.

@artemisia
da atea ad atea, ti segnalo un bell'esempio di quanti zanotelli/preti di manaus per fortuna esistono ancora, anche se ignorati dalla propria Chiesa: Le impronte strappate ai bimbi Rom e l’impronta di Dio!

Artemisia ha detto...

Grazie, Viviana. Interessante e confortante.

Artemisia ha detto...

Lupo, noto ora che hai aggiunto il link al blog di Luciano (Ringhio di Idefix). Sono contenta. Luciano e' un'ottima persona. Come tu, del resto.

luposelvatico ha detto...

@arte: si, lo so e lo leggo con costanza:-)

@viviana: in una mia vecchia agenda, ieri sera, ho ritrovato un vecchio ritaglio del "Manifesto" che parlava di Don Milani e riportava queste sue parole: "Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri."
Non le ricordavo nemmeno più, ma sono bellissime.