lunedì, giugno 30, 2008

Aver la faccia come almeno dieci culi

(ANSA)- ROMA, 30 GIU -'Profonderemo ogni sforzo perche' l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti', assicura il presidente del Consiglio Berlusconi. In un messaggio al convegno della Federazione italiana tabaccai, il premier fa riferimento agli ultimi accadimenti sottolineando come 'tante polemiche strumentali finiscono col mettere in secondo piano l'interesse collettivo'. Berlusconi assicura quindi che si proseguira' nella direzione che era indicata nei programmi e che 'si incarna nella nostra azione'.

8 commenti:

Artemisia ha detto...

Ma che linguaggio!! Oibò! Sarai mica anche tu un girotondino esagitato e giustizialista?!

Anonimo ha detto...

Non so perchè, forse perchè stasera ho in mente ricordi musicali o forse per reazione, ma alle parole del berluscao m'è balzata in testa questa canzone del buon Guccini, forse c'entra poco... o forse no.
Stefi

Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ..."

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...

luposelvatico ha detto...

@arte: hai ragione, sono scivolato nella volgarità e me ne rammarico profondamente. Chiedo scusa ai lettori per la pubblicazione della parola "Berlusconi":-)

Max ha detto...

'....che l'interesse di pochi non prevalga su quello di quasi tutti' intendeva il suo interesse. Lui si sente davvero tutti noi, è questo il dramma. Io non voglio che Berlusconi si senta me....lo odio !
L'unica azione che potrebbe fare a fine di bene e di andare aff.....o !!

kassandra ha detto...

buon giorno, sono dell'Associazione Antidiffamazione Deretani.
Trovo veramente offensivo nei confronti di tanti posteriori onorati, che nella loro vita non hanno mai rubato, truffato, mentito, limitandosi a sane attività evacuative e salutari per il corpo tutto, essere accomunate alla faccia a cui Lei fa riferimento.
La preghiamo quindi di una sollecita smentita e ci aspettiamo Le sue scuse,

tanto Le dovevo, a nome dei miei assistiti.

@stefi
che belli i versi di Guggini, non sono mai stati più attuali, grazie ^__^

luposelvatico ha detto...

:-):-):-)

Anonimo ha detto...

..sull'onda dell'ispirazione musicale ...approfitto della cordiale ospitalità di Lupo per citare un altro testo che mi sembra possa andare bene..
E' di Alberto Cesa già fondatore del gruppo Cantovivo, non è propriamente un Guccini torinese..ma anche lui ha molto raccontato.
credo che a questo indirizzo si possa scaricare la versione in MP3:
http://www.cantovivo.com/cantovivo/music/audio/player.asp?tipo=fogli

@Kassandra: spero possa piacerti anche questo!

Stefi

TORINOROSSA
Alberto Cesa

Batteva forte il cuore nel cuore della mia città
la nostra primavera era un canto alla libertà
la libertà di far volare i sogni ed il nostro futuro
oltre il tramonto rosso di un cielo ancora puro

Torino prussiana e nera Torino borghese e arcana
Torino che ha macchiato di rosso la sua bianca sottana
Torino che grida forte al cielo sceso tra le sue mura
di accendere una stella dentro ogni sua paura

Torino operaia e fiera Torino partigiana
Torino che brucia i bordelli della festa cortigiana
Torino che danza attorna ai fuochi accesi tra le sue mura
per riconquistare il giorno dopo la notte lunga e scura
E il vento disegnava un mare di bandiere
e le onde delle strade erano facce vere
le facce antiche e nuove di chi non sta a guardare
di chi ha le scarpe rotte ma sa che deve andare

Non vi canto la fine dell'ultima guerra mondiale
ma di un tempo più vicino di un tempo più normale
di un giorno preso in pugno da gente che ha il destino
di vincere la notte e perdere al mattino

Eppure quella notte la voglio raccontare
eppure quella notte la voglio ricordare
a chi ha creduto e crede che cancellare la memoria
sia giusto sia moderno sia il corso della storia

Di notti come quella la storia ne ha milioni
e tutte o quasi tutte son strofe di canzoni
ma quella notte fu forse l'ultima
dell'antico girotondo
degli incazzati che cantano
la voglia di cambiare il mondo

E la piazza era un vulcano di canto popolare
di un canto straripante tremendo e naturale
danzato al ritmo allegro
dei balli del passato
di un ballo ormai lontano
ormai dimenticato

disco FOGLI VOLANTI

luposelvatico ha detto...

Ce l'ho, ce l'ho, questo CD di Cesa (potevi dubitarne?:-)))