venerdì, marzo 23, 2007

Sogno una rivoluzione di silenzio.

Dunque, la notizia della settimana avrebbe dovuto essere: si stima che entro il 2025, tra il 56 ed il 65% degli abitanti del pianeta non vedrà soddisfatta la propria necessità di ACQUA.
In realtà è una notizia di parecchi mesi fa, una stima di un gruppo di scienziati americani, ma è stata riproposta ieri nell'ambito della Giornata Mondiale dell'Acqua.
Due terzi della popolazione mondiale, tra meno di vent'anni non avrà acqua a sufficienza.
Se ci pensate un attimo, è una notizia così terribile che bisognerebbe fermarsi tutti e ripetersela fino a quando non l'abbiamo capita bene.
E, subito dopo, iniziare subito a fare qualche cosa. Smettere di consumare 8 litri d'acqua potabile ogni volta che ci si lava i denti. Impedire agli imbecilli di lavarsi l'automobile tutte le settimane consumando centinaia di litri di acqua potabile. Impedire ai ricchi di riempirsi la piscina personale con 50-100 metri cubi di acqua potabile, cioè 50.000-100.000 litri per volta: possono usare le piscine pubbliche, non c'è pericolo di contagio.
L'acqua è una risorsa straordinariamente preziosa, e noi ce ne fottiamo. Come di tutto il resto, peraltro. Stanchi di pensare, ci siamo già rassegnati a respirare un'aria infame, a mangiare porcate cancerogene, a passare il nostro tempo migliore in auto.
Siamo ammalati, o destinati ad ammalarci.
Infelici, aggressivi, fottuti.
Competitivi anzichè solidali, ringhiosi anzichè sorridenti.
Senza futuro, perchè facciamo lavori idioti che servono ed hanno senso solo in una società senza senso: se d'improvviso rimanessimo senza corrente elettrica, senza supermercati e senza lavoro, non sapremmo più sopravvivere, schiavi come siamo del nostro insensato "modello di sviluppo".
Siamo decadenti, cretini, fatui: basta confrontarsi con i popoli dell'est Europa o con quelli africani ed asiatici per capire quanto siamo ormai privi di forza vitale.
Basterebbe guardare per cinque minuti la realtà, se il cervello ci servisse e funzionasse ancora, per mettere in moto una colossale rivoluzione: dovremmo dire basta a tutto, e ripartire da capo.
Spegnere gli oggetti che ci schiavizzano, usare i piedi, le mani, il corpo: tacere a lungo, annusare, riprendere il controllo di sè. Capire, agire, muoversi, ribellarsi a questo spreco che è diventato il nostro modo di vivere.
Sogno una rivoluzione di silenzio, perchè tanto le parole che ci scambiamo sono solo rumore. Non veicolano più nulla al di fuori di superficiali stati d'animo.
Bisognerebbe stare zitti, per ascoltare il grido che ci viene da dentro.
Ma non ne siamo più in grado. Continuiamo così, alla deriva. A consumare, sprecare risorse senza motivo.
Ad aspettare passivi la prossima guerra, il prossimo disastro, il prossimo gioco che il potere - un potere trasversale, assoluto, globale, al di là delle finzioni e dei teatrini nazionali - deciderà di riservarci.

4 commenti:

Annalisa ha detto...

Sono pronta a fare tutto quello che proponi, già so spegnere gli oggetti che mi schiavizzano, chiudere il rubinetto quando faccio la doccia o mi lavo i denti (anni e anni di campeggio saranno ben serviti a qualcosa, no?), osservare, riconoscere un posto o un oggetto dall'odore, un fiore o un frutto dal profumo, restare in silenzio, sopravvivere senza le comodità, raccogliere le erbe selvatiche per farne cibo. Tanto queste cose già le facevamo da bambini, basta ricordarsene. E al superfluo non ho bisogno di rinunciare, perché è lui che fa in modo sempre più di rinunciare a me. Però sarei molto felice se non mi si togliessero Internet e la mia piccola macchina fotografica digitale. Anche a pedali, ma vorrei che rimanessero. Mi piacciono troppo.
Ciao, Buona Primavera, anche se bagnata (i contadini ne sono felicissimi).

dario ha detto...

Ciao, Lupo.
E ciao Annalisa.
Sono piu' o meno d'accordo con tutto quello che dici, Lupo.
Solo che io, questa storia dell'acqua, che non e' proprio una novita', con tutta la buona volonta', non riesco a capirla. Che cosa cavolo significa che nel 2025 piu' di meta' della popolazione non avra' acqua a sufficienza?

Io, come essere umano, penso che non distruggo affatto acqua nei miei bisogni fisiologici. Nel senso che me la bevo, oppure la assumo con gli alimenti, il mio organismo la usa e l'abusa, e poi la piscio fuori, oppure la sudo, oppure la piango, e immagino che un po' finisca anche nelle mie feci. Un po' il mio organismo se la trattiene finche', morendo, sara' liberata nella mia bara quando il mio corpo si decomporra'. Nel corso della mia vita il mio organismo non ruba nemmeno una molecola d'acqua, perche' tutta quella che assume poi la restituisce.
Durante la mia vita "civilizzata" invece, consumo molta piu' acqua di quella di cui il mio organismo ha bisogno. Tanto per cominciare mi faccio una doccia al giorno. D'estate arrivo anche a farne piu' d'una. Quell'acqua finisce sul mio corpo e si mischia al sudore residuo che e' rimasto appiccicato alla mia pelle. Poi mi insapono e l'acqua si mischia a quelle schifezze che ci sono nel sapone e nello shampoo. Poi mi risciacquo e l'acqua si porta via quei residui di schifezze che sono rimaste appiccicate alla mia pelle quando mi sono insaponato. Tutta quell'acqua defluisce dentro un foro nel piatto-doccia e finisce nella fogna. La fogna poi finisce in un depuratore (voglio sperare), e poi l'acqua che ne esce finisce nei bacini idrici sotterranei, o fino ai fiumi, e da li' nel mediterraneo, e da li' nell'atlantico. Qualunque percorso che prenda quell'acqua non e' potabile, non fosse altro perche' e' salata. Ma in ogni caso il sole e il caldo la fara' evaporare e quel vapore formera' nuvole nell'atmosfera, le quali produrranno piogge che si raccoglieranno nelle falde, e da li' l'acqua potra' essere prelevata e bevuta di nuovo. Peccato solo che a causa dell'inquinamento atmsoferico quella pioggia non e' che sia proprio pulita, e quindi alla fine le falde saranno piu' o meno inquinate anche loro.
Se lavo la macchina in un prato di erbetta fresca e fiori quel che succede e' che tutto il sudiciume che c'e' sulla carrozzeria, insieme ai vari detergenti che uso, finisce nel terreno insieme all'acqua, il che e' ovviamente molto dannoso per il terreno, l'erbetta fresca e i fiorellini. E anche per le riserve d'acqua sotterranee che eventualmente ci sono in prossimita' di quel prato. Ma l'unica cosa che invece si conserva e' proprio l'acqua. Se anche le schifezze filtrassero fino alle falde, queste poi sarebbero depurate dal processo di evaporazione una volta che ritornassero alla luce. Certo non e' una bella cosa, perche' da quelle falde noi estraiamo l'acqua che finisce nei nostri rubinetti, e tendenzialmente, le societa' che si occupano di questo processo aggiungono altre schifezze per disinfettare quell'acqua prima che entri nelle nostre case. Ma in tutto questo ciclo l'acqua non viene distrutta in nessun modo. Ancora, le riserve d'acqua sono usate per irrigare le coltivazioni, e li' ci sono altre schifezze chimiche che si aggiungono per la concimazione e i trattamenti della vegetazione coltivata. Tutta roba cattiva che finisce ancora nella falda. Oppure quell'acqua viene usata per l'alimentazione delle piante spontanee. Ed e' evidente che a queste piaccia di piu' l'acqua pura.
Non sto dicendo che usare (e quindi inquinare) l'acqua sia un male minore, perche' la natura ne soffre come con qualunque altra forma di inquinamento. Ma questo problema non mi pare sia in alcun modo legato al problema della mancanza d'acqua nel 2025.

Sara' mica invece (e qui non sono polemico, ma azzardo ipotesi perche' davvero non riesco a capire) che il problema e' che, con i cambiamenti climatici, causati dall'inquinamento (atmosferico, ma anche - in misura credo minore - idrico) l'acqua sul pianeta comincera' a scarseggiare sotto forma liquida (e ad accumularsi nell'atmosfera sotto forma gassosa)? O che la desertificazione di alcune aree del pianeta e la tropicalizzazione di altre faranno in modo che le precipitazioni siano distribuite meno uniformemente, per causa dell'estremizzazione climatica, ed in particolare chi vive nelle aree desertificate comincera' a patire la sete, mentre altrove altra gente non sapra' come utilizzare l'acqua che si disperde in fenomeni dannosi come inondazioni? Certo, se questi sono i problemi be', sono problemi ben grossi e bisognerebbe, come dici tu, fare una rivoluzione (anche se personalmente non mi piace molto il silenzio, perche' solo parlando si possono trovare soluzioni).

Ma non capisco proprio come si possa dare la colpa di questi fenomeni a chi spreca acqua lavando la macchina o riempiendosi la piscina o facendo una o piu' docce al giorno (se non per il fatto che facendo questo disperde roba dannosa per l'ambiente - esattamente come chi brucia della gomma o usa bombolette spray piene di CFC, o butta sacchetti di plastica nei boschi quando va a fare un picnic fuoriporta).
Personalmente non spreco molta acqua (confronto ai miei simili in questa societa'). Lavo la macchina solo un paio di volte l'anno (piu' che altro per pigrizia). Purtroppo vado all'autolavaggio perche' per stupidi regolamenti condominiali non lo posso fare altrove, altrimenti non userei piu' di un paio di secchi: uno per insaponare e uno per risciacquare. Quando mi insapono sotto la doccia chiudo l'acqua per poi riaprirla quando mi devo risciacquare. E lo stesso faccio quando lavo il cane. Quando mi faccio la barba riempio solo una ciotola e non l'intero lavabo, e non faccio scorrere l'acqua per tutto il tempo, ma solo per quanto basta per riempire la ciotola prima e per risciacquarmi poi. No, io spreco davvero pochissima acqua. Ma anche se ne sprecassi tantissima, in quale modo, secondo voi, influirei negativamente sul problema dell'acqua?

ciao
dario

luposelvatico ha detto...

L'acqua è una risorsa rinnovabile? La risposta a questa domanda era sicuramente si, fino ad una ventina d'anni fa. Oggi è "si, ma la velocità con cui la consumiamo è di molto superiore alla velocità di ricostituzione delle scorte". Anche il petrolio, in fondo, è una risorsa rinnovabile, se si ha la pazienza di attendere alcuni milioni di anni...:-)))
Questo deriva dal fatto che, parlando ad esempio del nostro paese, mentre da un lato aumentano i consumi per scopi soprattutto agricoli, dall'altro siamo di fronte ad un netto calo delle precipitazioni valutabile, ad esempio, nel 2005 rispetto alle medie 1994-2004, in almeno il 30/40% (le portate medie dei fiumi italiani nello stesso periodo sono diminuite molto di più).
La FAO dice che il 70% dell'acqua del mondo viene consumata per scopi agricoli, e quindi il nostro consumo individuale può sembrare irrilevante rispetto all'uso principale: ma i dati sull'Italia dicono che consumiamo circa 740 metri cubi all'anno per abitante, contro una media europea di 612 e dicono che lo sfruttamento di acqua di falda e di sorgente è pari al 23%, dieci punti percentuali sopra la media europea. Insomma, a fronte di un problema globale (per dar da mangiare decentemente ai nuovi 1.6 miliardi di abitanti del mondo che giungeranno da qui al 2030 occorre aumentare del 14% l'acqua usata in agricoltura, dice la FAO), si aggiunge un problema culturale nostro che - non sono nei confronti dell'acqua - è figlio di un modello di sviluppo "infinito" e che ignora, per l'appunto, il concetto di "finitezza" delle risorse. Indi, in attesa di scelte globali e mondiali su cui dobbiamo per forza attendere i leader mondiali, è necessario partire anche dal basso con una maggior consapevolezza del modo in cui viviamo, e con un deciso cambio di abitudini.
Poi, è vero, non sarà il modo di sprecare l'acqua di un solo individuo ad avere effetti sul mondo, ma il NOSTRO, somma devastante di tanti piccoli comportamenti innocenti.

dario ha detto...

Caro Lupo,
Saro' duro di comprendonio, ma ancora non riesco a capire.
Il problema del petrolio e' un po' diverso da quello dell'acqua, perche', e' vero che e' una risorsa rinnovabile (trascurando, per un momento che i tempi necessari per rinnovarla sono talmente alti che sarebbe meglio considerarla non rinnovabile). Il problema e' che il prodotto di scarto dell'uso del petrolio non serve per rinnovare la risorsa. Prendo un litro di petrolio, lo raffino, lo brucio come benzina nella mia auto e produco delle schifezze che non torneranno mai a formare giacimenti di petrolio.
Se ad esempio il petrolio fosse usato per accrescere la mia massa corporea allora si potrebbe in qualche modo paragonare le due cose, poiche', una volta morto e sepolto, dopo millenni e millenni quella massa tornerebbe a diventare petrolio , ma non e' cosi'.
L'acqua invece e' rigenerata completamente nel momento in cui viene utilizzata, o solo un pochetto di tempo dopo. Se bevo tre litri d'acqua adesso, domani quei tre litri d'acqua torneranno a costituire riserve idriche, senza la dispersione di nemmeno una molecola.
Certo l'inquinamento dell'acqua non la rende riutilizzabile immediatamente (senza contare l'inquinamento "artificiale", anche il mio corpo la inquina: se bevo tre litri d'acqua, entro domani piscio tre litri d'acqua, e la mia urina non puo' essere utilizzata per essere bevuta ne' da me ne' da nessun altro, e probabilmente nemmeno per irrigare i campi). Ma quell'acqua rimane nel ciclo di riutilizzo che mi consente di bere e di irrigare i miei campi. Per il petrolio non e' cosi': se brucio oggi tre litri di benzina, ne' domani ne' tra svariati millenni quei tre litri saranno rigenerati per essere bruciati ancora.
E comunque non c'e' soluzione a questo problema, credo. Cioe', se l'aumento della popolazione (e quindi delle necessita' di acqua e di cibo nel cui ciclo di produzione si utilizza dell'acqua) rende le risorse idriche insufficienti, be', le uniche soluzioni che vedo e' che la popolazione smetta di aumentare oppure che si produca della nuova acqua. Credo che questa seconda soluzione sia impraticabile, mentre la prima non mi pare eticamente corretta (o almeno non mi pare eticamente corretto nessun meccanismo forzoso che induca la gente a riprodursi di meno).
Francamente non credo che il risultato della somma di fabbisogno idrico dell'umanita' sia maggiore (e nemmeno paragonabile) alla quantita' d'acqua presente sul pianeta in un determinato istante.
Piuttosto il problema mi pare che sia che ci sono aree del pianeta in cui l'acqua manca, mentre in altre aree la risorsa e' sovrabbondante.
Ma anche in questo non si puo' fare un vero paragone con il petrolio. Infatti, se paradossalmente nei paesi produttori di petrolio la gente comune non ha accesso a quella risorsa, i paesi cosumatori ne fanno talmente largo uso che sono costretti a "rubare" la risorsa ai paesi poveri. La conseguenza e' che il petrolio comincia a scarseggiare non solo nei paesi che ne hanno bisogno, ma a livello globale. Tra non molti anni non ci sara' piu' petrolio. E questo e' il vero problema del petrolio.
Tra non molti anni invece la quantita' di acqua sul pianeta sara' esattamente uguale alla quantita' di acqua sul pianeta oggi. Anche contando ogni singola molecola.
Il problema e' che tra non molti anni molta parte di quell'acqua sara' inquinata, e quindi non molto utilizzabile, forse. Ma anche questo problema non mi sembra il vero punto. Sarebbe un vero problema se noi che inquiniamo l'acqua poi importassimo acqua da altri paesi dove l'acqua scarseggia. Ma non mi pare che sia cosi'.
Quello che invece noto e' che i deserti si espandono, e quindi le aree dove le persone e le coltivazioni hanno bisogno di acqua aumentano, mentre altrove la quantita' di acqua aumenta, al punto che puo' costituire un problema inverso. Per le coltivazioni del piemonte, ad esempio, pare che un problema grosso sia che in alcuni periodi dell'anno non c'e' acqua a disposizione per l'irrigazione, mentre in altri periodi ci sono inondazioni, il che ovviamente non e' buona cosa per le coltivazioni. Ma questo problema non mi pare che sia legato in alcun modo allo spreco di acqua. Mi pare che sia invece legato all'inquinamento atmosferico (e anche, credo in misura minore, dall'inquinamento idrico).
Davvero, amico. Supponiamo che io "uso" invece che 740 metri cubi all'anno, 740 metri cubi al giorno di acqua. La uso in un giorno e la restituisco all'ambiente il giorno dopo pura come prima che la usassi. Allora supponiamo che mi renda conto dello spreco e che riduca l'uso a 1 metro cubo al giorno. Quale vantaggio ne avrebbe il mondo il giorno dopo? Nessuno, perche' di quei 740 metri cubi, 739 non li ho usati, e uno l'ho restituito esattamente com'era prima. Totale, che io usi un litro, un metro cubo o 740 metri cubi al giorno di acqua, il giorno dopo avro' rigenerato esattamente la stessa quantita'.
Allora il vero problema e' che quell'acqua, quando la restituisco, la restituisco inquinata. Ma anche questo non ha molto a che vedere con la quantita' di acqua che utilizzo. Se restituissi un metro cubo d'acqua mischiato a un kilo di diossina allo stato liquido il mio contributo all'inquniamento sarebbe identico al caso in cui utilizzassi 1000 metri cubi di acqua e li mischiassi ad kilo di diossina, perche' quello che inquina l'ambiente e' ovviamente sempre un kilo di diossina. Che sarebbe lo stesso contributo che darei se prendessi un kilo di diossina e lo buttassi in un bosco. O in mezzo al deserto.
Certo il problema si porrebbe se io prendessi tanti metri cubi di acqua mischiati a tanti kili di diossina e li portassi nella foresta amazzonica da dove prendessi altrettanti metri cubi di acqua pura e li portassi qui. Sarebbe un problema come l'hai descritto tu perche' in questo modo io utilizzerei parecchia acqua e non aspetterei il suo rinnovamento per utilizzarne di pulita (e questo si' che somiglierebbe al problema del petrolio). Ma non mi pare che cio' avvenga in alcun posto del mondo.

Davvero credo che il motivo per cui esiste il problema dell'acqua e' che sempre piu' vaste aree si desertificano perche' non hanno sufficiente acqua a livello locale, ed e' un processo a catena, perche' queste piu' vaste aree produrrebbero, a livello locale, meno acqua, e si allargherebbero ulteriormente.
Questo pero' non ha niente a che vedere, ripeto, con chi ha megapiscine private da riempire quotidianamente o chi lava la macchina ogni giorno, o usa l'acqua per irrigare il giardino o si fa tre docce al giorno.
Casomai questo tipo di atteggiamento puo' costituire un disagio in aree in cui la reperibilita' dell'acqua e' difficoltosa: penso ad esempio i periodi di siccita' in sicilia dove la rete degli acquedotti fa un po' schifo. Se uno irriga il giardino poi capita che il vicino di casa non ha acqua a sufficienza per bollirsi gli spaghetti, e, giustamente, si incazza. Ma anche questo problema non ha niente a che vedere con lo spreco di acqua a livello globale: l'acqua utilizzata per irrigare il giardino da quell'egoista verra' in breve tempo rigenerata naturalmente.

Ciao
dario