giovedì, novembre 09, 2006

In...what we trust?

Le elezioni di "medio termine" negli Stati Uniti sono un evento a cui guardo con distacco e senza emozione, ma la vittoria dei democratici sia alla Camera che al Senato, e la notizia delle dimissioni di Rumsfield, tutto sommato sono un piccolo segnale positivo, se questo comporterà una anche modesta correzione della politica estera statunitense. Forse un taglio dei fondi alla missione in Iraq, ad esempio, potrebbe portare a salvare qualche vita umana.

Non credo nelle masse, non credo nei popoli, non credo nei governi, non credo nei blogger.
Credo solo ai rapporti umani in cui ci si riesce ancora a guardare negli occhi, alle piccole "reti" di persone che condividono spazi fisici reali, che mangiano insieme, che si toccano, che fanno politica insieme, che passano le serate con una birra a parlare del mondo.
Questo non salva dalle fregature, ma almeno evita di alimentare false aspettative sulla qualità delle persone.

Torino, tardo pomeriggio di qualche giorno fa. Parcheggio l'auto in centro e sto recandomi a piedi verso una libreria quando mi ferma un tizio.
Aspetto normale, abbigliamento casual, un italiano fluente e senza inflessioni straniere e dialettali.
Mi racconta che è un insegnante di pugilato in una palestra vicina, che è rimasto chiuso fuori dalla stessa, che ha chiamato i vigili del fuoco per rientrare, che ha lasciato in palestra il marsupio con soldi, documenti e chiavi dell'automobile, che deve rientrare a casa a Fossano e che non ha i soldi per il treno.
Gli passo venti euro, "se non ti fidi ti lascio il telefonino"; ma figurati, dai, non c'è bisogno.
Gli lascio nome e numero di cellulare, "se ti servono indietro subito te li faccio avere anche stasera"; no, non preoccuparti...mi hanno fregato il portafoglio un mese fa con bancomat e carta di credito e ci ho perso 650 euro, figurati se questi venti sono un problema...

Ringrazia, saluta, se ne va. Ci siamo guardati negli occhi a lungo, durante la conversazione: lui sapeva che VOLEVO fidarmi.

Non l'ho mai più sentito: e scrivere "ovviamente" è la cosa che mi fa più male in assoluto.

5 commenti:

Sergio Astri ha detto...

Molto amaro.

Lo Scafo ha detto...

Fidarsi è sempre una gran cosa, essere "fregati" non significa però essere dei "polli".
Ogni fiducia comporta un rischio, alla fine tra te che hai perso 20 euro e lui che te li ha fragati chi ha scelto di vivere male resta lui...

Annalisa ha detto...

E' vecchia la storia, Lupus, però quella che conoscevo io narrava di un cuoco che aveva lasciato il marsupio nel ristorante che ovviamente era già chiuso... Tanto il tuo subcosciente già sapeva come sarebbe andata a finire, se tu gli hai voluto dare ugualmente i venti euro va bene così. Io ho fatto ben di peggio, ho prestato i soldi per l'avvocato a un povero padre di famiglia che, oltre a non restituirmeli, non mi ha neppure mai detto grazie, e perdipiù in prigione c'è finito ugualmente, perché recidivo. E' andata così, mi è servito di lezione.
Ciao, ci sentiamo, quando capita che ci incontriamo navigando. Un abbraccio.

Andrea Rendi ha detto...

Caro Lupo,
ho seguito per un po' il tuo blog, e visto che mi piace il suo contenuto, ed il modo con il quale viene presentato, l'ho linkato nei miei blog. Un saluto.

Andrea Rendi ha detto...

Caro Lupus,
grazie ;-)

NB Il tuo indirizzo mail ha qualche problema.