martedì, maggio 19, 2009

ESCLUSIVO - Il testo del discorso con cui Berlusconi riferirà in Parlamento sul caso Mills

"Riferirò in Parlamento", ha detto il Presidente del Consiglio alla notizia della pubblicazione delle motivazioni della sentenza Mills.

Possiamo fornirvi in esclusiva - grazie ad un suo anziano collaboratore in preda ad una crisi di coscienza - il testo del discorso che pronuncerà.

Signori!
Il discorso che sto per pronunziare dinanzi a voi forse non potrà essere, a rigor di termini, classificato come un discorso parlamentare. Un discorso di questo genere può condurre, ma può anche non condurre ad un voto politico. Si sappia ad ogni modo che io non cerco questo voto politico. Non lo desidero: ne ho avuti troppi.

Sono io, o signori, che levo in quest'aula l'accusa contro me stesso.

Veniamo da una campagna giornalistica, immonda e miserabile, che ci ha disonorato per tre mesi. Le più fantastiche, le più raccapriccianti, le più macabre menzogne sono state affermate diffusamente su tutti i giornali! C'era veramente un accesso di necrofilia! Si facevano inquisizioni anche di quel che succede sotto terra: si inventava, si sapeva di mentire, ma si mentiva.
E io sono stato tranquillo, calmo, in mezzo a questa bufera, che sarà ricordata da coloro che verranno dopo di noi con un senso di intima vergogna.
Tuttavia io continuo nel mio sforzo di normalizzazione e di normalità. Reprimo l' illegalismo.

A tutto questo, come si risponde? Si risponde con una accentuazione della campagna. Si dice: il governo è un'orda di barbari accampati nella nazione; è un movimento di banditi e di predoni!

Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia.
Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l'arco di Tito? Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto.
Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda!

Se il governo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!

Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi.

In questi ultimi giorni molti cittadini si domandavano: c'è un Governo? Ci sono degli uomini o ci sono dei fantocci? Questi uomini hanno una dignità come uomini? E ne hanno una anche come Governo?

Io ho voluto deliberatamente che le cose giungessero a quel determinato punto estremo, e, ricco della mia esperienza di vita, in questi sei mesi ho saggiato il Partito; e, come per sentire la tempra di certi metalli bisogna battere con un martelletto, così ho sentito la tempra di certi uomini, ho visto che cosa valgono e per quali motivi a un certo momento, quando il vento è infido, scantonano per la tangente.

Ho saggiato me stesso, e guardate che io non avrei fatto ricorso a quelle misure se non fossero andati in gioco gli interessi della nazione.

Ma un popolo non rispetta un Governo che si lascia vilipendere! Il popolo vuole specchiata la sua dignità nella dignità del Governo, e il popolo, prima ancora che lo dicessi io, ha detto: Basta! La misura è colma!


Voi vedete da questa situazione che la sedizione dell'opposizione ha avuto profonde ripercussioni in tutto il paese. Allora viene il momento in cui si dice basta! Quando due elementi sono in lotta e sono irriducibili, la soluzione è la forza.


Non c'è stata mai altra soluzione nella storia e non ce ne sarà mai. Ora io oso dire che il problema sarà risolto. Il Governo ed il Partito, sono in piena efficienza.

L'Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa.


Noi, questa tranquillità, questa calma laboriosa gliela daremo con l'amore, se è possibile, e con la forza, se sarà necessario.


Voi state certi che nelle quarantott'ore successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta l'area.

Tutti sappiamo che ciò che ho in animo non è capriccio di persona, non è libidine di Governo, non è passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la patria.

4 commenti:

Carla ha detto...

Vabbe'... e dillo che volevi mettere qualcuno alla prova per vedere se conosce la storia ;-)

amatamari ha detto...

Cosa vinco se svelo l'autore di questo discorso?

Licia Titania ha detto...

Davvero divertente. L'etichetta "satira" ci rassicura sul fatto che abbiamo capito bene e riconosciuto questo discorso...forse. Ciao, buona serata.

Angela ha detto...

Troppo forbito il linguaggio per un singnorotto dal famoso " Mr Obamaaaa!!!". Era meglio scoppiazzare, chenesò, Toto Reina in tribunale!
baci lupetto e evviva Torino!