martedì, luglio 30, 2013

Parlare d'altro


Il venerdì, il sabato e la domenica continuo a comprare un paio di quotidiani (Rep&Venerdì + manifesto il venerdì, Stampa+manifesto nel weekend).

Il piacere di sfogliare e leggere la carta stampata, mentre faccio colazione, non diminuisce mai e non è sostituibile dal costante aggiornamento informativo in tempo reale che mi concedo di continuo.
(Ora che possiedo un tablet ed una connessione 3G anche da casa, e ho superato l'incredibile handicap di andare a 56K nel bel mezzo del 2013, ho ampliato gli orizzonti visto che i tempi di attesa nella ricerca delle news si sono ridotti del 70% almeno:-))) e che ci sono app di aggregazione stupende come feedly.)

In particolare, ritengo irrinunciabile l'inserto Alias del sabato del Manifesto (e, in minor quantità ma non con minor gusto, della domenica).
Parla di arte, letteratura, musica, sport, cinema, giochi, e di tutto quel che racconta io non so quasi mai nulla, cosicchè diventa occasione di conoscenza e stimolo per esplorare ambiti a cui sono estraneo o al massimo profano...
In genere un articolo riempie mezza pagina, e quindi la densità di informazione è tale da richiedere una concentrazione quasi assoluta.
Non ci sono banner colorati e distraenti, cose che si muovono ammiccanti e colonnine paracule piene di tette (1), così posso concentrarmi sulle parole.
Inoltre, la dimensione fisica del giornale mi dà molta più soddisfazione della lettura digitale: spiegazzo, ripiego, riallineo, gioco con la carta e la pagina, mentre lo sguardo spazia tra le foto ed il testo in un bianco e nero demodè quanto adorabile, con una visione generale molto più ampia di quella che ricaverei dalla costrizione dello sguardo entro la cornice fissa di uno schermo (eh si, perchè la carta sarà pure sottile...ma è 3D:-))).

Continuo ad essere molto interessato alla vita (le novità tecnologiche e scientifiche mi affascinano oltremodo, pur per quel poco che posso capirne), ma devo dire che riservo un ascolto sempre più distratto all'aspetto "politico" dell'esistenza.
Che continuerebbe ad essere affascinante, se trattasse della vita attuale e futura delle persone: se, come sarebbe suo compito, stimolasse confronti INFORMATI su quel che deve essere questo paese nel futuro, tra dieci o vent'anni.
Su quali strategie adottare per l'approvvigionamento energetico, per la mobilità, per la diffusione della cultura e della conoscenza, per l'uso del territorio, per il contrasto alle mafie nel medio-lungo periodo.
Mi piacerebbe, ascoltare (e poi informarmi per poter parlare) di queste cose.

Ma quel che sento, mi sembrano in larga misura immani cazzate.

Riforme costituzionali "indispensabili ed urgenti"?
Ma non ci abbiamo attraversato il boom economico, con questa Carta Costituzionale?
Non è già stato garantito abbastanza, quando è giunto il tempo della vittoria della finanza incontrollata, l'arricchimento sfrenato dei pochi e l'accrescersi della disuguaglianza, semplicemente ignorando la Costituzione?
Che cosa volete di più? Quali altri strumenti sono necessari per peggiorare la situazione? La schiavitù? La rinuncia dello Stato a tutti i suoi compiti sociali?

Riduzione dei costi della politica?
Grande, davvero grande idea. Sono stati dimezzati i consigli comunali dei piccoli paesi, che costavano una scemenza ed erano la palestra della politica e della partecipazione dei cittadini. Il risultato è che - a fronte di un risparmio assolutamente risibile - si è cancellata la possibilità di portare nelle amministrazioni locali decine di migliaia di persone che potevano confrontarsi con la politica praticata invece di quella solo parlata al bar, con il rispetto delle regole e dei regolamenti, con la necessità di acquisire una competenza utile a comprendere una legge, a preparare una mozione, a predisporre un intervento...
Ah, già dimenticavo: oggi non serve più, la gavetta, in politica. Basta un video di 2 minuti su facebook, e con una manciata di "mi piace" si arriva dritti in Parlamento.
Scordatevi il percorso consiglio comunale-provinciale-regionale-parlamento. I primi due sono di fatto scomparsi, e per farsi eleggere in consiglio regionale è necessario accendere un mutuo (2).
Se volete far politica, prendete pure in considerazione il passaggio diretto dal "circolo" al seggio in Parlamento.
Poi interrogatevi sulla qualità di un ceto politico emergente il cui unico pregio è spesso quello di essere "ggiovane", e che si comporta magari come i 101 infingardi (e anche bastardi, dai) che hanno impallinato la candidatura di Prodi a Presidente della Repubblica, certi che non pagheranno mai il prezzo delle loro azioni.

Via giudiziaria per Berlusconi?
E basta, basta, basta. Quello si che è vecchiume intollerabile. Dategli l'immunità, tanto l'alternativa è abbracciarlo e portarselo a spasso come lo scorpione sul dorso della rana (e la rana adesso è il PD).
Non voglio più sentir parlare di quel vegliardo, separiamo il nostro avvenire dal suo presente. Amnistia, salvacondotto, qualsiasi cosa: ma leviamo definitivamente il paese dall'incubo della sua ombra.

Poi ci sarebbe molto altro, ma la noia mi assale.

E allora preferisco tornare a leggere, a guardare film cazzari, ad ascoltare musica, ad ammirare immagini senza capirle.

In attesa che si torni a parlare di noi.

(1) Ho smesso di leggere definitivamente Repubblica.it. Non è possibile tollerare sulla stessa pagina parole fiammeggianti contro il femminicidio e foto accalappiagonzi di attrici discinte. Datevi una regolata.

(2) Non sto affatto scherzando. Conosco un Consigliere Regionale di specchiata fede ed onestà, e di valore indiscusso, che è stato Assessore Regionale, costretto a sottoscrivere un mutuo dell'ordine di grandezza di un appartamento semilussuoso per pagarsi la campagna elettorale e ottenere le migliaia di voti necessari per la rielezione. E stiamo parlando di uno dei due livelli istituzionali in cui si vota ancora con le preferenze, e quindi l'elettore dovrebbe poter premiare o bocciare direttamente il lavoro svolto nella precedente legislatura.

2 commenti:

dario ha detto...

Mh... sono un po' perplesso...
credo che uno dei motivi per cui la politica e' cosi' difficile da smuovere, per cui ci sono i vari dinosauri che comandano indipendentemente dalle esigenze e dal volere dei cittadini, per cui quindi c'e' un potere costituito trasversale che comanda davvero mentre il popolo ha al massimo l'illusione di partecipare, per cui quindi il fondamento stesso della democrazia vacilla, per cui infine c'e' totale distacco tra cittadino e politica, sia che e' davvero difficile scalare la gerarchia.
Insomma, io non mi sono mai candidato nemmeno come amministratore di condominio, e quindi dovrei tacere, ma ho l'impressione che se uno comincia entrando nel consiglio comunale di un piccolo comune, ora che riesce a cambiare qualcosa nell'amministrazione dello stato o e' morto di vecchiaia, o ha avuto raccomandazioni da politici influenti oppure si e' da se' adeguato alla macchina delle poltrone, lui stesso omologandosi al potere costituito che forse all'inizio voleva combattere.
In questo senso la democrazia liquida ha dato una possibilita' (oppure, probabilmente solo un'illusione) di poter entrare nei meccanismi che possono davvero cambiare le cose prima di raggiungere un livello di corruzione tale da avere disinteresse nel cambiare le cose.

In verita' ogni volta che vedo un grillino in parlamento, che lo sento parlare, che vedo quell'espressione che ostenta dignita' e sicurezza ma lascia trasparire terrore nel rivelare totale incapacita, giuro, sendo crescere il prurito al dorso delle mani, perche' non si puo' avere avuto una possibilita' tale da trovarsi li' ed essere cosi' idioti da non sapere cosa farne.
Pero' ogni volta mi viene in mente che se quelli erano davvero delle persone competenti e oneste avrebbero davvero potuto cambiare le cose, scrollarci di dosso questa finta democrazia all'italiana e darci di nuovo la possibilita' di decidere del nostro futuro.

Artemisia ha detto...

Di qui capisco la tua frase su aNobii.... :-)
Capisco meno la passione per la carta che si spiegazza.
Quanto ai quotidiani e le notizie, anch'io ho fatto una bella virata di 180 gradi da bel po' (=non li leggo).
Più che d'accordo su Repubblica.it!