martedì, ottobre 30, 2012

Wall Street chiusa...e il mondo continua ad esistere.

Il ciclone Sandy in questi giorni ha provocato e sta provocando vittime e danni a Cuba, Haiti e Stati Uniti.
New York ha dovuto fermarsi, per allagamenti, incendi e blackout.

Anche Wall Street è chiusa da due giorni. E - sorpresa - il mondo continua ad esistere.

Si, forse in questi due giorni qualche speculatore non ha guadagnato l'argent de poche per cambiare la Jaguar o comprare una villa, ma nessuna impresa ha chiuso per questo motivo e nessun essere umano normale è stato danneggiato dalla chiusura della Borsa.

Dovrebbero essere i governi, dunque, a chiudere le borse, invece di aspettare i cicloni.
E per sei mesi almeno, non per due giorni.

Potremmo accorgerci,  dopo, che siamo ancora tutti vivi.

E magari meno diseguali, e meno poveri, e meno stupidi.

giovedì, ottobre 25, 2012

Per conoscere e capire la questione ILVA

Quando un blog fornisce un "servizio pubblico di informazione" di qualità, è doveroso e piacevole segnalarlo.

L'amica Alessandra ha svolto un lavoro impressionante di raccolta e sistematizzazione dei materiali disponibili sul tema dell'ILVA, i cui risultati si trovano qui.

La lettura richiede tempo ed attenzione: concederle è la giusta ricompensa per la passione e la fatica messe da Alessandra a disposizione della collettività.

Girate con calma anche le altre pagine del blog: ne vale la pena.

mercoledì, ottobre 10, 2012

Ma che razza di gente siete?

Tecnici?
Delle merde, siete.

Che vi colpisca il dolore, la sfortuna, tutto il peggio che vi si possa augurare.
A voi ed ai vostri amici speculatori, banchieri, sfruttatori.
Che il disprezzo che dimostrate verso chi è più debole vi si ritorca contro, e vi travolga come uno tsunami.
Che il nostro odio possa farvi tutto il male che vi meritate, e anche di più.

 “Scandaloso e indecente. Non troviamo termini migliori per descrivere l'ennesimo taglio all'assistenza delle persone disabili. Con il dimezzamento della copertura finanziaria per i permessi per l'assistenza dei genitori disabili si colpiscono ancora una volta i più deboli”. Lo sostiene Nina Daita, responsabile dell'Ufficio disabilità della Cgil nazionale a proposito della norma contenuta nella Legge di stabilità che modifica la precedente legislazione (legge 104 del 1992, la legge quadro sulla disabilità).
“Siamo di fronte ad un arrogante atto di discriminazione che creerà ulteriori disparità tra i cittadini – spiega Daita – siamo sempre noi a pagare e ora , dopo gli interventi sulla riabilitazione e sugli ausili per l'autonomia, ora il governo passa direttamente al taglio della parte delle retribuzione che riguarda i permessi per l'assistenza”.  La disabilità viene colpita in tanti modi e non è un caso, ricorda Nina Daita, che l'occupazione delle persone disabili sia scesa del 38%.
“Di fronte a questo provvedimento – conclude – la Cgil esprime tutta la sua indignazione e ci tiene a sottolineare che a fare le spese di questa inqualificabile decisione politica saranno le famiglie e in particolare soprattutto le donne”.
STRETTA ASSISTENZA DISABILI - Stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap.

La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l'assistenza ai figli o al coniuge.
Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.

martedì, agosto 21, 2012

Godersi i propri veleni

Poichè giustizia l'è morta, ed è probabilmente impensabile ormai porre rimedio ai danni provocati da decenni di imprenditoria criminale ed avvelenatrice, credo nel valore innovativo di un semplice disegno di legge:

"Chiunque promuova, diriga o gestisca una attività industriale manifestamente inquinante, ha l'obbligo di residenza nel territorio in cui tale attività è operativa."

Credo che se Ferrante e Riva vivessero obbligatoriamente nel quartiere Tamburi di Taranto, così come se lo Stato avesse a suo tempo obbligato Schmidheiny e De Cartier a vivere a Casale Monferrato, ci sarebbero motivazioni assai più forti ad evitare di inquinare: la vita ed i figli propri, si sa, valgono molto più di quelli degli altri.


giovedì, agosto 02, 2012

La scomparsa del lavoro

Martedì 31 luglio 2012 l'ISTAT diffonde il seguente comunicato stampa:

Occupati e disoccupati (dati provvisori)

A giugno 2012 gli occupati sono 22.970 mila, in calo dello 0,1% rispetto a maggio (-29 mila unità). Il calo riguarda in particolare le donne. Rispetto a giugno 2011 il numero di occupati mostra una lieve crescita (11 mila unità).
Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in diminuzione nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e stabile in termini tendenziali.
Il numero dei disoccupati, pari a 2.792 mila, cresce del 2,7% rispetto a maggio (73 mila unità). Tale aumento riguarda sia gli uomini sia le donne. Su base annua la crescita è pari al 37,5% (761 mila unità).
Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,8%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a maggio e di 2,7 punti rispetto all'anno precedente. A tale proposito si segnala la revisione dei dati relativi ai precedenti tre mesi, dovuta ad un aggiornamento del modello di destagionalizzazione.
Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 34,3%, in calo di 1,0 punti percentuali rispetto a maggio. I giovani disoccupati rappresentano il 10,1% della popolazione di questa fascia di età.
Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,4% (-52 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività si posiziona al 36,1%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,8 punti su base annua.

Nell'ultimo anno, dunque, i disoccupati in Italia sono cresciuti di SETTECENTOSESSANTUNOMILA unità, il 37,5 % in termini percentuali, e sono arrivati a DUE MILIONI SETTECENTONOVANTADUEMILA.

Non so a voi, ma a me sembrano cifre spaventose. 

giovedì, luglio 26, 2012

15 milioni per un anno, duemila per una vita.

Uno che gioca bene a pallone viene pagato anche 15 milioni di euro l'anno.
La vita (mancata) di un ragazzo precario, invece, spezzata nel suo divenire dal crollo di una impalcatura,  in questo paese vale meno di 2000 euro.

Pare che sia colpa (o merito) del "mercato", bellezza.

Ah.

Lo stesso "mercato" che "dobbiamo convincere", che "imploriamo" di risparmiare il nostro paese, a cui sacrifichiamo energie, risorse, vite umane, per il quale vendiamo il culo a fettine e parti reali del nostro paese?

A quella stessa identica merda, dunque, dobbiamo chiedere rispetto, invece di riconoscerlo come nemico?

Ah.

Senti, Monti...

io non sarò un professore, 

ma nemmeno tu mi sembri molto intelligente.

Otto milioni di poveri in Italia

La povertà, dunque, riprende piede in Occidente ed è l'unica cosa davvero in crescita, oltre alla ricchezza spropositata di chi ricco lo è già in eccesso.
Casa, sanità e trasporti vengono tagliati a discapito di chi ha più bisogno, pur di non scalfire nemmeno i privilegi di chi ha troppo.

Le alternative sono solo due:
  • o il Sistema in cui viviamo ha FALLITO, e allora fa schifo e dobbiamo rifarlo da capo;
  • o il Sistema in cui viviamo è RIUSCITO, perchè proprio la disuguaglianza è il suo fine, ed allora fa schifo e dobbiamo rifarlo da capo.

Visto che tutto quello che esiste è il prodotto (sebbene stratificato e consolidato nei secoli) di una capacità di immaginazione UMANA, la cosa più stupida che si possa fare è cadere nella sindrome TINA (There Is No Alternative) e pensare che non ci siano alternative ad un mondo fatto così.

Le alternative ci sono eccome. Se possiamo PENSARE qualcosa di diverso, possiamo anche costruirlo.

lunedì, luglio 16, 2012

V(u)oto pneumatico

Dovessi votare oggi, sarei in gravissima difficoltà.
E' vero che siamo in un periodo di democrazia sospesa, e questo non è bello, ma è anche vero che il ritorno alla democrazia attiva mi spaventa.
Il governo attuale ci massacra e ci rintrona con il mito usurato della "crescita", ma nel nuovo governo rischiamo di ritrovare forze che di nuovo daranno la stura alla immaturità ed alla irresponsabilità delle masse.
Non parlo solo di ColuiCheRitorna, perchè - anche se a me personalmente repelle - costui rappresenta "democraticamente", appunto, pulsioni e anime e aspettative di larghe fasce di popolazione.
Poichè la democrazia è un fatto di numeri, la opinione di un coglione e la conoscenza di un saggio valgono ahimè allo stesso modo, e questo consente di vincere le elezioni non necessariamente a chi è "migliore" (nel senso di onesto, realista, pragmatico, affidabile, credibile), ma a chi riesce a convincere la massa più ampia possibile di coglioni - che, come noto, sono molti di più e molto più facilmente influenzabili dei saggi.
Questo è uno dei motivi per cui non mi sento più democratico.

martedì, luglio 03, 2012

Maria Giuana...il ritorno

AVVISO!

Questo post è stato completamente riscritto e rieditato in una versione aggiornata ad aprile 2016, che trovate qui.

C'è una vecchia canzone piemontese, "Maria Giuana", che ha una storia lunghissima...

lunedì, luglio 02, 2012

Boschi, Regine e uomini

Un bosco.
Se lo guardi da lontano, arrivandoci, è soltanto una delle piccole macchie scure nel mare di declivi verdissimi della Lessinia - rimasta senza alberi secoli fa, forse per farne navi o case...

Una faggeta, per esser più esatti.
Ombrosa e fresca, mentre oltre le chiome l'afa si deposita come un sudario sui dolci versanti nudi e privi di acqua.

Una Regina, altissima e indifferente, si erge in mezzo al piccolo bosco: è un faggio secolare (fratello del Grande Faggio del Bosco del Vaj, o della Ru Verda del Bosc Grand).

mercoledì, giugno 13, 2012

Eso(n)dando

Dunque: il Governo, per voce della ministra Fornero, ha dichiarato negli ultimi mesi che gli esodati sono 65.000.
Secondo una relazione dell'INPS, pervenuta all'ANSA, che secondo alcuni organi di stampa sarebbe sul tavolo del ministro da diversi mesi, il numero è di 390.200.
La ministra, irritata per la diffusione del documento, «ha manifestato ai vertici Inps la propria disapprovazione e deplorato la parziale non ufficiale diffusione di informazioni che ha provocato disagio sociale».
NON ha detto che i dati dell'INPS sono falsi (e dio solo sa se lo avrebbe volentieri urlato, potendolo fare): ergo, significa che sono veri.

venerdì, giugno 08, 2012

Bastian cuntrari

Sto proprio diventando insopportabile (a me stesso, in primo luogo:-)))
Le moltitudini che contengo, per usare un'espressione di Walt Whitman, sono sempre più incapaci non solo di parlarsi, ma assai spesso di tollerarsi:-)
E le mie reazioni al mondo sono sempre più schizofreniche.
Se qualcuno sostiene un'opinione, qualunque essa sia,  mi viene spontaneo (come se mi sgorgasse dal cuore) assumere un'opinione contraria - e fare pure sforzi per motivarla ed argomentarla.

lunedì, maggio 14, 2012

Difendere la democrazia dagli assalti della speculazione e dalla dittatura dello spread!

Lo spread rappresenta ''una dittatura'' e le classi dirigenti europee hanno il dovere di ''tutelare il sistema democratico dal continuo assalto della speculazione''. Questo il messaggio che Mister X decide di lanciare al termine della sua relazione in occasione di (omissis).

Per chiarire il proprio pensiero, Mister X parte da una massima di Epitteto: ''Quel che turba gli uomini non sono le cose, bensi' i giudizi che essi formulano intorno alla cose''. E' il caso dello spread, che ''si basa sui fondamentali dell'economia'' ma che nello stesso tempo ''incorpora un giudizio di valore sintetico soggettivo che, spesso, li travalica''. Ecco perche', secondo Mister X, ''in molti Paesi europei va crescendo l'insofferenza nei confronti della dittatura dello spread, vista come ostacolo alle aspirazioni dei popoli'', dato che ''i cittadini non accettano di pagare per scelte su cui non sono chiamati a decidere''. 
In un conteso democratico, basato sul diritto-dovere di ciascun cittadino europeo di ''partecipare democraticamente all'assunzione delle decisioni che ci riguardano'', lo spread ''dipende in sostanza dalle scelte di un soggetto invisibile, il mercato'' che per Mister X ''attribuisce ogni potere decisionale a chi detiene il potere economico, nei fatti vanificando il principio del suffraggio universale''. Lo dimostra ''l'eccezionalita' di quanto e' accaduto nell'ultimo anno'', un fenomeno che ''pone le classi dirigenti di fronte alla necessita' di tutelare il sistema democratico dal continuo assalto della speculazione''.

Chi è Mister X? Chi ha rilasciato queste lucide dichiarazioni? Chi invita - di fatto - alla lotta ed alla mobilitazione?

Vendola? Ferrero? Grillo?

No.


Ora, va tutto bene.

Picchiateci.
Schiacciateci.
Opprimeteci.
Impoveriteci.

Ma, almeno, non pigliateci per il culo.
Grazie.

giovedì, maggio 10, 2012

Pubblicità


Calligram/1 (sperimentazioni grafiche)

"Ispirazione? Un concetto romantico superato. Bisogna lavorare anche se non se ne ha voglia. Nulla dias sine linea, dicevano gli antichi. Conta la disciplina. L'eruzione istintuale è un caos primigenio che va governato con la ragione. Un cerbero da bastonare, strozzare, tenere a freno".
(da una intervista di Paolo Rumiz al pittore Pordenone Montanari).

lunedì, aprile 02, 2012

Ebook & ebook reader: the ultimate post

(Mi sono accorto che da un po' di tempo semino in giro, nei commenti ai blog e su siti vari, le mie considerazioni su ebook ed ebook reader. Le riassumo tutte qui, in questo post, così poi per un po' non ne parlo più.)

Possiedo un ebook reader da circa 4 mesi…
Il suo arrivo non ha cambiato il mio rapporto di affetto con i libri di carta. Non sono alternativi, i due modi di leggere, ma complementari, e danno entrambi piaceri diversi (perchè l’ebook è …diversamente libro:-))
Tra i vantaggi della lettura digitale io citerei:
  • la "leggerezza", che è un elemento che apprezzi viaggiando molto in treno o in autobus;
  • la possibilità di copiare, salvare, esportare le porzioni di testo che mi colpiscono e aggiungere note al testo (non tutti gli ebook reader lo fanno, va detto);
  • la possibilità di avere dizionari/vocabolari in linea, e con un "tocco di penna" (massimo due) vedere il significato o la traduzione di un termine che non conosco o in un’altra lingua;
  • la velocità di accesso alle note e ritorno, se l’ebook è fatto come dio comanda (ho letto recentemente una edizione di Don Chisciotte con un’apparato di circa 650 note, che dovevano essere lette contestualmente al testo per comprenderne i riferimenti; anche qui, un tocco di penna per andare ed uno per tornare hanno reso semplicissimo l’accesso; su un’edizione cartacea, viste le dimensioni, le note sarebbero state in fondo al testo e non a piè di pagina, e quindi probabilmente non le avrei lette).

Per leggere digitalmente si può usare, è vero, anche un pc o un tablet; ma se devi leggere PER ORE, se devi leggere UN LIBRO e non un breve articolo, l’ebook reader è una scelta obbligata:
  • usa una tecnologia "e-ink" che simula in modo stupefacente la carta stampata;
  • NON è retroilluminato, e questo (insieme al punto precedente) garantisce che i tuoi occhi, alla fine del libro, siano ancora usabili:-): chi osasse tentare di leggere "Guerra e pace" su pc e tablet metta in conto, alla fine di doversi far cambiare gli occhi come Tom Cruise in "Minority Report":-));
  • in più, consuma corrente solo al cambio pagina ed al richiamo di funzioni, quindi mentre leggi non consuma nulla, e la carica della batteria dura settimane.

FA SOLO QUELLO, l’ebook reader, perchè deve farlo bene:-)

NON considero "vantaggi della lettura digitale" la presunta ecologicità dello strumento (credo invece che costruirlo e smaltirlo sia una cosa molto energivora), e anche la possibilità di archiviare mille/diecimila/centomila libri (io sono uno di quelli che ne legge un paio in contemporanea, a volte tre…ma averne mille non è poi sto gran vantaggio, a meno che uno non si metta far zapping sui libri – orrore:-))

 







Il mio ebook reader non è un Kindle, ma un Onyx Boox 60 (vedasi immagine). 
Anno di uscita sul mercato 2010, fuori produzione da circa un anno (ma gli ebook reader non hanno i problemi di obsolescenza degli altri dispositivi, c’è gente che legge con gran soddisfazione su lettori di dieci anni fa…), su qualche sito si trova ancora, in vendita abbondantemente sopra i 200 euro: io l’ho comprato usato a 120.

A differenza del Kindle, l'Onyx legge tutti i formati possibili e immaginabili di ebook: dallo standard mondiale che "usano tutti meno il Kindle", ovvero il formato "epub", al formato "mobi" del Kindle.
(Supporta tutti questi formati, e scusate se è poco: pdf, mobi, prc, epub, lit, txt, doc, html, rtf, bmp, jpg, png, gif, tif, rar, zip, mp3...)
Inoltre è dotato di un eccellente software "open source" (non proprietario), che qualche smanettone polacco o russo in giro per il mondo ancora aggiorna aggiungendo nuove funzionalità (ma quello che ha la mia vecchia versione basta ed avanza).
Il fatto di essere open source consente di aggiungere dizionari in formati standard che si trovano aggratis in giro per la rete, ma anche di farseli da sè: io ad esempio mi sono costruito da me un piccolo dizionario piemontese-italiano, che mi è stato utile nella rilettura delle Miserie ‘d Monssu Travet (un classico del nostro teatro dialettale).

Ha uno schermo "touch" (da 6”) che si usa con una penna di plastica (ecco perchè molte cose si fanno con un "tocco di penna":-)) e un sacco di funzioni interessanti (selezione di testo per esportarlo, possibilità di scrivere note a mano, disegnare, ascoltare musica, ecc…)


Io non lo uso solo per gli ebook, ma ci scarico sopra anche articoli e giornali che mi interessano, che trovo in rete e voglio leggere con comodo a casa o in viaggio: da calibre scarico (quando ho tempo) tre-quattro quotidiani in formato epub, e registrandomi al sito "instapaper" posso navigare in rete e salvarmi gli articoli che mi interessano con un pulsante "leggilo dopo", poi trasformarli in epub, metterli sul lettore e leggerli con comodo – o anche costruirmi un archivio di notizie, di fatto: ovviamente il lettore ha una funzione "cerca" per ritrovare le cose che mi interessano.

Due parole, ora,  sul Kindle.
E' un prodotto oggettivamente molto bello e funzionale. Anche il prezzo è senza dubbio concorrenziale rispetto agli altri reader (Sony e Bookeen, per dire i migliori). Inoltre i servizi offerti da Amazon sono effficientissimi, straordinari, semplici per qualsiasi utilizzatore; è facile comprare, scaricare, leggere.

Eppure, io non lo comprerei mai.
Perchè la scelta di Amazon di utilizzare – da sola – un formato proprietario per gli ebook, il mobi, e vendere un bel lettore ad un prezzo basso (direi quasi sottocosto) che legge solo quel formato, a me NON PIACE.
E’ come comprare una bella vettura, fatta bene ed economica, e poi essere costretti a far rifornimento presso una sola rete di distributori, perchè la bellissima vettura va a molibdeno liquido anzichè a benzina come le altre: o essere costretti a percorrere solo certe strade.

Uno può anche dire: vabbè, ma chissenefrega; se Amazon offre il meglio in termini di servizi e può schiacciare la concorrenza, pazienza…è il mercato, bellezza.

Potrebbe avere un senso, se il formato mobi degli ebook di Amazon fosse il meglio che c’è, superiore all’epub. Invece è un vecchio standard superato, spesso insufficiente dal punto di vista della qualità tipografica.

Inoltre: passi per la Sony che produce di tutto, ed anche se non vende il suo (ottimo) lettore PRS-T1 non patisce di certo, ma esiste una piccola azienda francese – la Bookeen – che produce ottimi lettori da oltre 10 anni (l’ultimo è l’Odyssey), e fa solo quello, e lo fa bene.
Amazon può vendere il Kindle sotto costo perchè di fatto il lettore è uno strumento di supporto al suo colossale sistema editoriale e di vendita, ma così mi ammazza la Bookeen. Ed allora, se posso scegliere, preferisco dare 30-50 euro in più a chi produce un prodotto "aperto" che approfittare del "regalo avvelenato" di chi intende in realtà dominare il mercato della vendita digitale schiacciando la concorrenza.

Poi magari il mio Onyx è stato prodotto da un manipolo di lavoratori cinesi sfruttati e angariati, ed io non lo so. Però quel che Amazon vuol fare e fa lo vedo benissimo, ed allora per quell’inezia che conta la mia forza di consumatore dico: "No, il bellissimo, comodo, funzionale, economico,perfido Kindle NO".

E, per chiudere, veniamo agli ebook.

Io li compro in genere da BookRepublic, una libreria online che vende un po’ tutti gli editori, ma anche le altre sono più o meno equivalenti.
Sugli ebook, il problema che si pone è quello della protezione.

Perchè, dannazione, molti editori vendono gli ebook con una protezione, appunto: il famigerato DRM.
Quando BookRepublic (e le altre librerie) hanno promosso l’uscita di tutti i libri di Simenon su Maigret editi da Adelphi finalmente in formato ebook, io mi sono fiondato subito a comprare i primi cinque. Ma la mia esperienza è stata questa (copio da una mia recensione su Anobii):

“Su qualunque libreria digitale decidiate di comprare gli ebook, questi Maigret di Adelphi ve li venderanno con la protezione DRM.
Cos’è la protezione DRM? Una “chiave digitale” associata al libro che, con la scusa di proteggere i diritti dell’editore e dell’autore, scassa i cabasisi in modo galattico all’incauto acquirente, rendendone complicatissima la fruizione.
Vediamo cosa succede dunque.
Compro i miei ebook (in formato epub, lo standard: quello che ovviamente NON è usato da Amazon) e, quando procedo al download, non è che ottengo il mio file (ripeto: REGOLARMENTE ACQUISTATO!) per farmene quello che mi pare.
Anzitutto, solo per vederne il contenuto, devo fare quanto segue:
  • creare un account sul sito di Adobe (grrr…);
  • scaricare un software che si chiama Adobe Digital Edition e installarlo sul mio pc (grrr….);
  • validare, rispetto al mio account Adobe, il mio pc e il mio ebook reader per abilitarli alla fruizione dell’ebook (grrrrr…).
A questo punto, il libro lo posso finalmente leggere con il pc, usando Adobe Digital Edition, e inviarlo all’ebook reader (dove il software creerà una cartella sua, e ci metterà dentro tutti i libri in disordine, fregandosene del fatto che tutti gli altri libri che ho sono ordinati perbenino, grazie a Calibre, in cartelle con il nome dell’autore…)
E scopro che, dopo tutto questo casino, A.D.E. è l’unico modo in cui vedrò il libro, perchè Calibre non lo apre a causa del DRM.
E scopro, inoltre, che l’editore ha inibito la copia di qualsiasi parte del libro!!!
Ma vi rendete conto? Ho COMPRATO un oggetto digitale, formato esclusivamente di testo, e se voglio usarlo devo ricopiarlo a mano come se avessi un libro di carta! Devo persino digitare manualmente il codice ISBN per cercarlo su Anobii!!!

(Ah. Se lo comprate su Amazon, il casino è lo stesso, l’unica cosa che cambia è il software che vi dovete sopportare: Kindle for PC al posto di Adobe Digital Edition. E che se non avete il Kindle come ebook reader, ciccia: non c’è modo di convertirlo dal formato proprietario di Amazon – mobi – a quello standard, a meno che non vi scarichiate un ulteriore software Amazon…e bastaaaaaa!).

E allora, che fa l’incauto acquirente? Incazzato nero, va su Google e digita “rimozione DRM”, dove trova alcuni milioni di pagine che spiegano come si fa a togliere questa cintura di castità che impedisce l’amplesso intellettivo con l’oggetto acquistato.

Riassumendo: compri una cosa e ti impediscono di usarla appieno, però se sei abbastanza smanettone puoi togliere la protezione. Quindi la vendita di ebook con il DRM si riduce ad un atto di sadismo nei confronti del normale cliente (e si ripete la stessa storia dei brani musicali protetti da DRM venduti da Apple su iTunes), ed in un esplicito invito alla pirateria.
"

Per finire: NON compro ebook se hanno la protezione DRM. Mi rifiuto, non li voglio nemmeno "aggratis".
COMPRO invece volentierissimo ebook free o con il solo “Social DRM”, che consiste semplicemente nell’aver stampato sulla prima pagina dopo la copertina che il libro l’hai comprato tu, ma dopo puoi farne quello che ti pare, è tuo davvero come un libro di carta (e lo puoi prestare, copiare, tagliuzzare, ecc…): mi sembra una cosa sensata ed accettabilissima.

Bon, direi che ho detto tutto...

martedì, marzo 06, 2012

E poi dicono che il delitto non paga.


"By the end of the day Sunday, authorities reported turnout in Chechnya at 99.59 percent, with 99.82 percent of voters backing Mr. Putin. Mr. Zyuganov, the runner-up, won 0.04 percent. How it was accomplished is illustrative of the types of abuse that have angered the street protesters who oppose Mr. Putin."

In Cecenia, per le presidenziali russe ha votato il 99,59 degli elettori: il 99,82% di essi si è espresso per Putin, lo 0,04% per Zyuganov. 
Si, è vero, c'è stato un seggio dove Putin ha preso 1482 voti quando gli elettori erano 1389 (il 107%: si segnalano telefonate di congratulazioni dall'amico B.), ma in generale gli osservatori dicono che le elezioni sono state regolari.

In Cecenia. Il 99,82%.

Grozny: panorama (anno 2000)
Dove le prima (1991-1996) e la seconda guerra cecena (1999-2006), scatenate da Eltsin e Putin, hanno provocato tra i 100.000 ed i 250.000 morti tra la popolazione (che è nel totale di 1.250.000 persone).

E poi dicono che il delitto non paga.

Povera Anna Politkovskaja: è stato davvero tutto inutile.

giovedì, febbraio 16, 2012

Dell'implacabile giustizialismo della carta carbone e di altre storie

Da Wikipedia:

"La carta carbone oggi

Oggi, la carta carbone è caduta quasi in totale disuso. È stata largamente soppiantata da dispositivi elettronici come le fotocopiatrici, che permettono la copia di documenti in maniera più veloce e agevole. Inoltre, l'utilizzo di personal computer e delle stampanti negli uffici ha fatto decadere ulteriormente l'utilizzo della carta carbone.
Le moderne tecnologie hanno eliminato anche l'impiego di carta carbone manuale da tutti gli studi professionali. La utilizzano ancora taluni artigiani e chi si diverte con il bricolage."

Ieri sera, vedendo il TG7 a casa d'altri, ho seguito il servizio sul terribile blitz della Guardia di Finanza tra i commercianti di Napoli.
E poi, ad un certo punto, l'ho visto. Mi sono stropicciato gli occhi, perchè non ero certo di quel che vedevo, ma l'ho visto.
Un finanziere, in piedi vicino ad un bancone, sollevava un foglio di un blocchetto formato A4 e infilava un foglio di carta carbone tra quel foglio ed il successivo.
Ho avuto una vertigine. Non vedevo più un foglio di carta carbone da almeno 15 anni.

Dunque, una delle armi segrete messe a disposizione della Guardia di Finanza nel 2012 per l'implacabile lotta all'evasione fiscale è questa. La carta carbone. 
Immagino che, negli uffici della GdF, ci siano armi ancora più terribili: pavento vi siano addirittura delle Olivetti Lettera 22, con le quali trascrivere inesorabilmente i verbali.
E forse (si sussurra) addirittura degli schedari Buffetti, in cui archiviare (scrivendo sul dorso, con l'etichetta adesiva bianca,  la prima lettera del cognome del reo) la seconda e la terza copia (quella che la carta carbone rende di fatto illeggibile) del verbale.
E scrivanie di fòrmica azzurra. E sedie con le gambe sottili e metalliche. Il tutto innaffiato di speciale polvere antichizzata, comprata a sacchi da 50 chilogrammi, fatta giungere apposta dalla  Germania.

Pensate che sgomento, per la criminalità organizzata, apprendere queste cose.
Quegli sciocchi sono in grado di incassare quotidianamente i soldi derivati dal traffico di droga a Scampia, farli circolare virtualmente per mezzo mondo, attraverso le banche di otto-nove paesi in cinque continenti, e farli giungere il giorno dopo, totalmente ripuliti, alla finanziaria legale che in Piemonte presterà i soldi (ad un tasso assolutamente ragionevole, ed inferiore a quello delle banche) al piccolo imprenditore che vuole aprire un ristorante (certo, magari avrà un socio calabrese oscuro ed ingombrante, ma pazienza).

Non sanno, gli sventurati, i criminali e gli evasori, della carta carbone e del resto, di queste armi segrete dello Stato, che segneranno la loro fine. Inesorabilmente.  

*
No, la lotta agli evasori non mi eccita. Smoke gets in your eyes, direbbero i Platters.
E' un discorso di priorità.
E, in testa alle priorità che sento, c'è la disuguaglianza. Finchè esisteranno manager, banchieri, speculatori, governanti che dispongono di redditi centinaia, migliaia, decine di migliaia superiori a quelli degli ultimi, non chiedetemi di vibrare di sana indignazione per chi evade le tasse: non ne ho il tempo nè la voglia.
Un bonus di 50 milioni di euro a Marchionne mi fa incazzare molto di più. L'idea che il mercato assegni agli uomini valori così assurdamente distinti fra loro evidenzia quanto far politica per "ispirare la fiducia dei mercati" sia più o meno come giudicare la propria vita basandosi sul giudizio di Aksentij Ivanovič Popriščin (vedi "Le memorie  di un pazzo" di Nikolaj Gogol).
E nessun governo d'Europa intende entrare nel merito. Va tutto bene così, i nuovi nemici sono i tassisti e gli evasori. Si, vabbè.
E nessun partito d'Europa dice: "deve essere stabilito un reddito di cittadinanza, basato sul principio che qualunque essere umano ha il diritto ad una vita dignitosa per il solo fatto di essere al mondo. Poi, se uno vuole competere per avere dieci ville e sette suv, lo faccia pure: ma nessuno deve essere costretto a competere solo per esistere."
Sarebbe ingiusto, dite?
Beh, anche il mondo di oggi è ingiusto. Chissenefrega, dunque. Ci sarebbe un po' più di serenità in giro, no? Ed esseri umani sereni  magari pensano agli altri, alla collettività. Pensano, inventano, creano, Molto di più di coloro che stanno con la pistola puntata alla testa, e rischiano di perdere tutto perchè sono vecchi, deboli, improduttivi, o semplicemente non abbastanza bastardi per competere ed annientare il prossimo.


*

Yawn. Riassumiamo questa.
Una azienda pubblica dà 700.000 euro per tre sere ad un tizio, che è noto - oltre che per essere un vecchio cantante - per sparare inenarrabili cazzate. Il tizio chiede che non gli siano posti nè vincoli nè condizioni nello sparare cazzate. L'azienda pubblica dice che va bene.
Il tizio va in tivù, e, come ci si aspetta, spara cazzate: è stato pagato profumatamente per farlo!
A questo punto l'azienda pubblica si indigna. Non si aspettava che, davvero, uno pagato tantissimo per fare una cosa la facesse sul serio: all'interno della azienda pubblica, queste cose non si fanno.
Allora ha preso un dirigente, che dev'essere un altro pagato tantissimo per non fare le cose per cui è pagato, e l'ha mandato a vigilare su quel tizio, per evitare che faccia quello per cui è stato pagato.

Una tipica storia italiana. 
Yawn.

venerdì, febbraio 03, 2012

Servo di scena

Verrebbe voglia di strozzarlo, Norman.
Norman è il factotum, l'assistente, il servo di scena del vecchio leone che non ruggisce più.
Lo accudisce, lo veste, lo copre, gli fornisce da bere, lo fa riposare...
I fasti dell'ex grande attore Sir Ronald sono ormai lontani nel tempo, ed è ormai al tramonto quando batte - con gran fatica - i palcoscenici di provincia con la sua compagnia di terz'ordine, proponendo in una tourneè i maggiori classici shakespeariani in una settimana.
Ma è stanco, malato, distratto e distrutto, oltre che - inevitabilmente - presuntuoso ed egocentrico.
Fuori infuria la guerra, i nazisti bombardano l'Inghilterra. Le sirene e gli echi delle bombe si insinuano nel teatro, nelle quinte.
Chi gli vuol bene dice che sarebbe ora di chiudere, di smettere di recitare, di mandare il pubblico a casa.
Ma Norman (eccessivo, frastornante, insopportabile, anedottico) spinge Sir ad andare sul palco a tutti i costi, anche se è talmente rimbambito da truccarsi da Otello mentre dovrebbe recitare Re Lear.
La recita inizia disastrosamente, ma il vecchio leone riesce a riprendersi per condurre a termine l'opera.
Il finale è la catastrofe, il redde rationem, la presa d'atto che l'irrimediabile è accaduto e non ci sarà più futuro nè riconoscenza, e l'amore donato è stato semplicemente gettato, perduto, dissolto.
Il drammatico monologo finale di Norman, ubriaco fradicio e disperato, è bellissimo, emozionante, straziante.
Franco Branciaroli (Sir Ronald) è una divinità deragliata e sghangherata, esausta e senza umiltà.
Tommaso Cardarelli (Norman) rappresenta magistralmente la insopportabile petulanza che hanno l'amore ed il senso del dovere quando, abbracciati, perdono il senso del limite.


Al teatro carignano di TORINO
fino al 05/02/2012
di Ronald Harwood
traduzione Masolino D’Amico
con Franco Branciaroli
e Tommaso Cardarelli
e con (in ordine alfabetico) Lisa Galantini, Melania Giglio,
Daniele Griggio, Giorgio Lanza, Valentina Violo
regia Franco Branciaroli
scene e costumi Margherita Palli
luci Gigi Saccomandi
CTB Teatro Stabile di Brescia / Teatro de gli Incamminati