Visualizzazione post con etichetta Obama. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Obama. Mostra tutti i post

giovedì, novembre 08, 2012

By your side (visto che il peggio deve ancora venire)

Senta, Mr. Obama.

Io condivido pienamente la Sua volontà di far uscire il Suo Paese dagli innumerevoli conflitti che ha sconsideratamente acceso nel mondo, e di evitare di accenderne di nuovi.

So che la cosa non è semplice, ma credo che Lei ci voglia provare davvero.

Però, se Lei decidesse di rispondere COLPO SU COLPO alla guerra che le agenzie di rating hanno deciso di dichiararLe ieri, dopo aver sentito nel Suo discorso gli accenni al tentativo di perseguire l'EQUITA' FISCALE, sappia che io sono dalla Sua parte, incondizionatamente.

Anche (e soprattutto) se Lei decidesse di usare il napalm.

martedì, agosto 18, 2009

Le parole che vorremmo leggere...

...invece delle stronzate leghiste e pidielline, della "lotta alle forze del male", dell'orgoglio della cattiveria, dell'autismo silente del PD...

Grazie, Obama, per ricordarci che esiste il mondo reale, e le persone che ci sono dentro.

"Ora basta con le risse: chi è malato non può attendere."
di Barack Hussein Obama.

(dal gran bel sito www.eddyburg.it, che vi consiglio caldamente di aggiungere ai preferiti).

Nell’editoriale del New York Times del 17 agosto 2009 un episodio della lotta tra primato della politica (e dell’equità) e primato dell’economia (e dei privilegi)


Il nostro Paese, oggi, è impegnato in un grande dibattito sul futuro dell’assistenza sanitaria in America. Nel corso di queste ultime settimane, gran parte dell’attenzione dei media si è concentrata sulle voci di coloro che gridavano più forte. Ciò che non abbiamo udito sono le voci dei milioni di americani che silenziosamente lottano ogni giorno con un sistema che spesso avvantaggia più le compagnie di assicurazione che loro.

Sono persone come Lori Hitchcock, che ho incontrato nel New Hampshire la scorsa settimana. Lori, attualmente, è una lavoratrice autonoma e sta cercando di avviare un’attività commerciale, ma a causa di una epatite C non riesce a trovare un’assicurazione che le stipuli una polizza. Un’altra donna mi ha raccontato che una società di assicurazioni non copre le patologie dei suoi organi interni, provocate da un incidente avvenuto quando aveva 5 anni. Un uomo ha perso l’assicurazione sanitaria durante un ciclo di chemioterapia perché la società assicuratrice ha scoperto che aveva i calcoli biliari, di cui egli non era a conoscenza quando aveva stipulato la sua polizza. Poiché la cura è stata sospesa, l’uomo è morto. Ho ascoltato tutti i giorni tante storie come queste, ed è per questo che stiamo lavorando con rapidità affinché la riforma sanitaria possa essere approvata entro quest’anno.

Non devo spiegare ai quasi 46 milioni di americani sprovvisti di copertura sanitaria quanto ciò sia importante. Ma è altrettanto importante per gli americani che sono assicurati. Sono quattro i modi in cui la riforma che proponiamo darà più stabilità e sicurezza ad ogni americano. Primo, se non avete un’assicurazione sanitaria, potrete avere comunque una copertura di qualità ad un costo accessibile, per voi e per le vostre famiglie, copertura che vi seguirà anche se vi trasferirete, se cambierete lavoro o se lo perderete.

Secondo, la riforma metterà finalmente sotto controllo una spesa sanitaria che è alle stelle, il che significa un risparmio reale per le famiglie, per l’economia e per il governo. Taglieremo centinaia di miliardi di dollari di sprechi e di inefficienze che si nascondono nei programmi sanitari federali come Medicare e Medicaid (i due programmi di assistenza pubblica destinati agli anziani e ai poveri, ndt), e nei sussidi ingiustificati dati alle società di assicurazione che non fanno nulla per migliorare l’assistenza e tutto per aumentare i loro profitti.

Terzo, rendendo Medicare più efficiente, saremo in grado di garantire che venga destinato più denaro a favore dell’assistenza agli anziani, anziché per arricchire le assicurazioni.

Infine, la riforma darà ad ogni americano alcuni strumenti di tutela del consumatore che metteranno le assicurazioni nella condizione di rispondere del loro operato. Un’indagine nazionale del 2007, in effetti, dimostra che nei tre anni precedenti, le assicurazioni avevano discriminato più di 12 milioni di americani che avevano malattie o disturbi già in atto. Le società assicuratrici si sono rifiutate di stipulare loro una polizza, oppure hanno fatto pagare un premio più elevato. Noi metteremo fine a questa pratica. La nostra riforma proibirà alle società assicuratrici di rifiutare la copertura a causa della storia medica di un individuo. Né permetteremo loro di revocare l’assistenza in caso di malattia. Non potranno più ridurre la copertura proprio quando se ne ha più bisogno. Non potranno più limitare arbitrariamente il livello di copertura assicurativa che può essere ricevuta in un determinato anno o nel corso della vita. Nessuno in America deve rovinarsi in caso di malattia. Più importante di tutto, chiederemo alle società assicuratrici di coprire anche i controlli di routine, le cure preventive e gli esami di controllo, come le mammografie e le colonoscopie. Non c’è ragione per la quale non dovremmo affrontare queste malattie in via preventiva. È ragionevole, può salvare delle vite e far risparmiare denaro.

Il lungo e acceso dibattito sull’assistenza sanitaria che si è svolto negli ultimi mesi è un segno positivo. L’America è questo. Ma assicuriamoci di parlare gli uni con gli altri, non gli uni sopra gli altri. Possiamo essere in disaccordo, ma dobbiamo esserlo sui temi veri, non su assurdi travisamenti che non hanno nulla a che vedere con ciò che è stato proposto. Questo è un argomento complesso e delicato, e merita un dibattito serio.

Malgrado ciò che abbiamo visto in televisione, credo che in tutte le case americane si stia discutendo con serietà. Negli anni recenti ho ricevuto innumerevoli lettere e domande riguardo all’assistenza sanitaria. Alcuni sono favorevoli alla riforma, altri sono preoccupati. Ma quasi tutti si rendono conto che bisogna fare qualcosa. Quasi tutti sanno che dobbiamo iniziare a rendere le società assicuratrici responsabili e dare agli americani un maggior senso di stabilità e di sicurezza in materia di assistenza medica. Sono certo che quando tutto sarà stato detto e fatto, potremo avere il consenso di cui abbiamo bisogno per raggiungere questo obiettivo. Siamo più vicini ad avere una riforma della copertura sanitaria di quanto sia mai accaduto in passato. Abbiamo dalla nostra parte l’American Nurses Association e l’American Medical Association, perché le infermiere e i medici del nostro Paese sanno bene quanto sia necessaria questa riforma. Abbiamo un largo consenso al Congresso sull’80 per cento di ciò che stiamo tentando di fare. Abbiamo un accordo con le società farmaceutiche per rendere più economiche le prescrizioni mediche per gli anziani. L’AARP (associazione di tutela dei pensionati, ndt) sostiene questa linea politica e concorda con noi che la riforma deve entrare in vigore quest’anno.

Nelle prossime settimane, i cinici e gli oppositori continueranno a sfruttare politicamente i timori e le preoccupazioni. Ma ciò che è veramente spaventoso, e rischioso, è la prospettiva di non fare nulla. Se manteniamo lo status quo, continueremo a vedere ogni giorno 14.000 americani perdere la loro assicurazione sanitaria. I premi continueranno ad aumentare. Il nostro deficit continuerà a crescere. E le società di assicurazione continueranno a fare profitti discriminando chi è malato. Questo non è il futuro che voglio per i miei figli, o per i vostri. E non è il futuro che voglio per gli Stati Uniti d’America. Alla fine, questo non riguarda la politica. Riguarda la vita e la sopravvivenza della gente. Riguarda le attività economiche. Riguarda il futuro dell’America, se saremo capaci, negli anni a venire, di guardare indietro e dire "quello fu il momento in cui abbiamo fatto i cambiamenti di cui avevamo bisogno e abbiamo dato ai nostri figli una vita migliore". Sono convinto che possiamo farlo e che lo faremo.

(Copyright New York Times Syndicate/La Repubblica. Traduzione di Antonella Cesarini)

mercoledì, novembre 05, 2008

Beh, adesso non fermiamoci qui:-)

PAPA NERO (Pitura Freska, 1997)

Abracadabra
Cosa Nostra Damus
ga magna' par indovinar el bonus?
'se tuto previsto
da l'incuinamento al sangue misto
'se professia
Nina, Pinta, Santa Maria
'la par condicio? Assolutissimamente no.
Perche' 'se scrito, dito, stradito dai oracoi
'la piovra perdera' i tentacoi
e cascara' i tabu' col penultimo Gesu'
e el sara' un omo dal continente nero
Sara' vero?
dopo Miss Italia aver un Papa nero?
no me par vero...
un Papa nero che scolta 'le me canson in venessian
parche' el 'se nero african
Sara' vero?
dopo Miss Italia aver un Papa nero?
no me par vero...
un Papa nero che canta 'le me canson in venessian
parche' el 'se nero african
A l'e' lu? Ja
Visioni ecstra
Nostradamus, Cagliostro, 'Saratustra
dentro na sfera
i ga visto l'ignoransa i tera
ma l'omo 'se duro
col poter ei compra el futuro
il sesto senso. Assolutissimamente no.
Perche' 'se scrito, dito, stradito dai oracoi
'la piovra perdera' i tentacoi
e cascara' i tabu' col penultimo Gesu'
e el sara' un omo dal continente nero
Sara' vero?
dopo Miss Italia aver un Papa nero?
no me par vero...
un Papa nero che scolta 'le me canson in venessian
parche' el 'se nero african
Sara' vero?
dopo Miss Italia aver un Papa nero?
no me par vero...
un Papa nero che canta 'le me canson in venessian
parche' el 'se nero african
'se african dall'Africa nera
dove ogni giorno ghe 'se gente che se spara
insegnera' cossa che gera
vivar na vita col rispeto dea natura
Eo ga do brassi
come de mi'
Eo ga do occi
come de mi'
Eo ciapa e parte
come de mi'
Lui si diverte
come de mi'
Insegna e impara
come de mi'
Eo ga paura
come de mi'
Lavora e suda
come de mi'
Parche' 'se nero african
Sara' vero?
dopo Miss Italia aver un Papa nero?
no me par vero...
un Papa nero che scolta 'le me canson in venessian
parche' el 'se nero african
Sara' vero?
dopo Miss Italia aver un Papa nero?
no me par vero...
un Papa nero che canta 'le me canson in venessian
parche' el 'se nero african
A l'e' lu? Ja