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giovedì, maggio 10, 2012
giovedì, agosto 11, 2011
Cattivi maestri
Una volta i "cattivi maestri" avevano almeno insegnato in qualche università... ora son mediocri attori o manager con il maglioncino blu...

lunedì, giugno 06, 2011
La Mercedes per i disabili
Gli spot pubblicitari delle automobili colpiscono in genere per la loro assurdità: si vedono spesso gipponi colossali scorrazzare isolati su strade deserte della Scandinavia, quando il loro unico utilizzo possibile qui da noi è la seconda fila o il parcheggio sul marciapiede.
In quanto a "modello di vita fighetto", poi, fanno il paio con gli spot sui profumi, dove pezzi di gnocco/a ambosessi, generalmente su barche a vela o dentro castelli lustri e disabitati, mostrano fisici torniti, lucidi ed inverosimili prima che un incomprensibile motto rigorosamente in francese introduca il nome del profumo.
Il top è il nuovo spot della Lancia Ypsilon dove un Vincent Cassel, in evidente stato di alterazione da cocaina (niente da fare di meglio, a casa, con Monica Bellucci?), sbraita e strepita sul concetto di lusso fino al parossistico slogan finale "Il lusso è un diritto!!".
Si, e tu vedi di andare a cagare, va...(1)
Da segnalare inoltre questo spot della Mercedes: guardatelo, poi lo commentiamo insieme.
In quanto a "modello di vita fighetto", poi, fanno il paio con gli spot sui profumi, dove pezzi di gnocco/a ambosessi, generalmente su barche a vela o dentro castelli lustri e disabitati, mostrano fisici torniti, lucidi ed inverosimili prima che un incomprensibile motto rigorosamente in francese introduca il nome del profumo.
Il top è il nuovo spot della Lancia Ypsilon dove un Vincent Cassel, in evidente stato di alterazione da cocaina (niente da fare di meglio, a casa, con Monica Bellucci?), sbraita e strepita sul concetto di lusso fino al parossistico slogan finale "Il lusso è un diritto!!".
Si, e tu vedi di andare a cagare, va...(1)
Da segnalare inoltre questo spot della Mercedes: guardatelo, poi lo commentiamo insieme.
Ci sono, dunque, due fighetti tipici da pubblicità "di classe": lei, biondona standard, si rotola sul letto, lui legge (molto strano...ma dev'essere una rivista da fighetti, senza dubbio).
La cosa curiosa, in questo caso, è che i due sono evidentemente disabili. Quando lei dice "forse potremmo andare in montagna", infatti, lui non pensa ad un sentiero, ad una vetta, ad un paesaggio bucolico con il lago e gli stambecchi, ma a loro due che sgommano urlando come tamarri su una strada di montagna.
Stessa cosa per "che ne dici del mare?": niente immersioni in acque cristalline, scogli, spruzzi, spiagge, sabbia...ma di nuovo sgommamento tamarro ed urlante su una strada costiera.
Il culmine del dramma si raggiunge infatti quando la biondona dice "non sono mai stata a Venezia": lui, disperato, non pensa infatti a calli, ponti e canali, ma ad un gelido parcheggio di cemento armato dove i due sarebbero confinati con la loro Mercedes...e con la voce rotta dall'emozione è costretto a dirle "scordala.".
Ecco, è uno spot davvero molto triste. Evidentemente, anche se non si vede, i due (o almeno lui, visto che lei le sbatacchia sul letto) hanno evidentemente le gambe paralizzate, o perlomeno seri problemi di deambulazione: è l'unico motivo evidente per cui non possono mai scendere da quella cazzo di automobile e muoversi nel mondo sui propri piedi, come fanno tutti gli essere umani.
Insomma, Mercedes vuol farci vedere che "anche i ricchi piangono": ma io credo che, con quel che costa quel coupè, potrebbero anche includere due sedie a rotelle pieghevoli di serie per aumentare la mobilità e l'autonomia di questi due poveri sventurati.
(1) E poichè non c'è mai limite al peggio:
"Da oggi sul mini-sito luxuryisaright.com, Lancia offrirà a ogni utente l’opportunità di comunicare in un video-messaggio la propria idea di lusso e diventare così Ambassador of Luxury. Una giuria selezionerà poi tra gli ambasciatori i cinque protagonisti della prossima campagna di comunicazione digitale della nuova Ypsilon, che sarà diffusa sulle più importanti testate nazionali. Inoltre, tra tutti coloro che effettueranno la registrazione al sito, verrà assegnata ad estrazione, una Lancia Ypsilon Platinum."
La cosa curiosa, in questo caso, è che i due sono evidentemente disabili. Quando lei dice "forse potremmo andare in montagna", infatti, lui non pensa ad un sentiero, ad una vetta, ad un paesaggio bucolico con il lago e gli stambecchi, ma a loro due che sgommano urlando come tamarri su una strada di montagna.
Stessa cosa per "che ne dici del mare?": niente immersioni in acque cristalline, scogli, spruzzi, spiagge, sabbia...ma di nuovo sgommamento tamarro ed urlante su una strada costiera.
Il culmine del dramma si raggiunge infatti quando la biondona dice "non sono mai stata a Venezia": lui, disperato, non pensa infatti a calli, ponti e canali, ma ad un gelido parcheggio di cemento armato dove i due sarebbero confinati con la loro Mercedes...e con la voce rotta dall'emozione è costretto a dirle "scordala.".
Ecco, è uno spot davvero molto triste. Evidentemente, anche se non si vede, i due (o almeno lui, visto che lei le sbatacchia sul letto) hanno evidentemente le gambe paralizzate, o perlomeno seri problemi di deambulazione: è l'unico motivo evidente per cui non possono mai scendere da quella cazzo di automobile e muoversi nel mondo sui propri piedi, come fanno tutti gli essere umani.
Insomma, Mercedes vuol farci vedere che "anche i ricchi piangono": ma io credo che, con quel che costa quel coupè, potrebbero anche includere due sedie a rotelle pieghevoli di serie per aumentare la mobilità e l'autonomia di questi due poveri sventurati.
(1) E poichè non c'è mai limite al peggio:
"Da oggi sul mini-sito luxuryisaright.com, Lancia offrirà a ogni utente l’opportunità di comunicare in un video-messaggio la propria idea di lusso e diventare così Ambassador of Luxury. Una giuria selezionerà poi tra gli ambasciatori i cinque protagonisti della prossima campagna di comunicazione digitale della nuova Ypsilon, che sarà diffusa sulle più importanti testate nazionali. Inoltre, tra tutti coloro che effettueranno la registrazione al sito, verrà assegnata ad estrazione, una Lancia Ypsilon Platinum."
lunedì, febbraio 15, 2010
Mignottazione comunista

Il sito "Comunicazione di genere" segnala questo splendido esempio di modernità comunista.
Questo bel manifesto lo potete trovare ovviamente sul sito di Rifondazione.
Il tentativo (lo comprendo) è quello di emulare l'ironia del Manifesto e di essere simpatici, ma il risultato mi sembra decisamente catastrofico:-).
Complimenti, cumpà.
Diteci poi quanti voti avrete raccolto tra veline ed escort, e quanti ne perderete tra le donne "non di classe".
PS: certo, da un lato questo è meno grave del manifesto razzista del PD di una sezione romana, segnalato dal blog del Russo, ma dall'altro è molto peggio perchè questo è stato vagliato ed approvato dalla direzione nazionale del Partito...
PS2: perchè parlo del sessismo di Rifondazione e non dico nulla sulla ennesima porcheria sessista pronunciata da B. in Albania? Perchè quest'ultima non è una notizia, è semplicemente vomito su vomito...e poi la miglior risposta ad una simile cosa si trova qui... ed a noi non resta che vergognarci per l'ennesima volta, perchè continuiamo a farci rappresentare da costui senza potercene affrancare.
Questo bel manifesto lo potete trovare ovviamente sul sito di Rifondazione.
Il tentativo (lo comprendo) è quello di emulare l'ironia del Manifesto e di essere simpatici, ma il risultato mi sembra decisamente catastrofico:-).
Complimenti, cumpà.
Diteci poi quanti voti avrete raccolto tra veline ed escort, e quanti ne perderete tra le donne "non di classe".
PS: certo, da un lato questo è meno grave del manifesto razzista del PD di una sezione romana, segnalato dal blog del Russo, ma dall'altro è molto peggio perchè questo è stato vagliato ed approvato dalla direzione nazionale del Partito...
PS2: perchè parlo del sessismo di Rifondazione e non dico nulla sulla ennesima porcheria sessista pronunciata da B. in Albania? Perchè quest'ultima non è una notizia, è semplicemente vomito su vomito...e poi la miglior risposta ad una simile cosa si trova qui... ed a noi non resta che vergognarci per l'ennesima volta, perchè continuiamo a farci rappresentare da costui senza potercene affrancare.
mercoledì, novembre 21, 2007
Indecente
Non ho più la tv, quindi il nuovo spot della Fiat 500 l'ho visto qui su YouTube.
E, scusatemi, mi sono incazzato nero.
Perchè USARE il muro di Berlino, la strage di Bologna, Falcone e Borsellino, Montanelli, Eduardo de Filippo per vendere una automobile, accomunando in un pastrocchio insopportabile miti, emozioni e ricordi, è per me un'operazione indecente.
Perfettamente adeguata a questi tempi dove la memoria collettiva è un blob senza peso e senza spessore, ma indecente.
Peggio di quando Spike Lee usò Ghandi per pubblicizzare la Telecom.
E, scusatemi, mi sono incazzato nero.
Perchè USARE il muro di Berlino, la strage di Bologna, Falcone e Borsellino, Montanelli, Eduardo de Filippo per vendere una automobile, accomunando in un pastrocchio insopportabile miti, emozioni e ricordi, è per me un'operazione indecente.
Perfettamente adeguata a questi tempi dove la memoria collettiva è un blob senza peso e senza spessore, ma indecente.
Peggio di quando Spike Lee usò Ghandi per pubblicizzare la Telecom.
martedì, maggio 23, 2006
Giù le mani da Giorgio Gaber/2
Ma trattasi di un vizio del direttore comunicazione della Piaggio, dunque...! Il classico caso in cui, potendo mangiare un'idea, non si produce nulla di meglio della cacca.
Fulvio Zendrini cita Gaber e bacchetta Telecom
Ah “se potessi mangiare un’idea”... Fulvio Zendrini, direttore comunicazione del gruppo Piaggio, prende a prestito le parole di Giorgio Gaber per sottolineare la forza dell’idea che riempie una campagna pubblicitaria. Zendrini - ex numero uno della comunicazione di Tim e Telecom Italia - non risparmia nessuna critica ai suo vecchi datori di lavoro: “Lasciarsi strappare da Fastweb un testimonial come Valentino Rossi è stata una follia – dice -. Certo, saranno anche bravi a pianificare ma...”. Il manager riafferma poi la supremazia “del cuore sui numeri” e spara a zero sul reparto marketing (“Uccidetelo”), dicendo ai creativi di rivolgersi direttamente agli amministratori delegati e ai direttori comunicazione delle aziende. “Quando mi si accusa di chiamare in gara 17 agenzie per il nuovo tre ruote di Piaggio – conclude – io rispondo che se c’è un’idea sono le agenzie stesse a farsi avanti. Perché dovrei privarmi di un’idea forte, anche se viene da un ragazzino?”.
Fulvio Zendrini cita Gaber e bacchetta Telecom
Ah “se potessi mangiare un’idea”... Fulvio Zendrini, direttore comunicazione del gruppo Piaggio, prende a prestito le parole di Giorgio Gaber per sottolineare la forza dell’idea che riempie una campagna pubblicitaria. Zendrini - ex numero uno della comunicazione di Tim e Telecom Italia - non risparmia nessuna critica ai suo vecchi datori di lavoro: “Lasciarsi strappare da Fastweb un testimonial come Valentino Rossi è stata una follia – dice -. Certo, saranno anche bravi a pianificare ma...”. Il manager riafferma poi la supremazia “del cuore sui numeri” e spara a zero sul reparto marketing (“Uccidetelo”), dicendo ai creativi di rivolgersi direttamente agli amministratori delegati e ai direttori comunicazione delle aziende. “Quando mi si accusa di chiamare in gara 17 agenzie per il nuovo tre ruote di Piaggio – conclude – io rispondo che se c’è un’idea sono le agenzie stesse a farsi avanti. Perché dovrei privarmi di un’idea forte, anche se viene da un ragazzino?”.
venerdì, maggio 19, 2006
Giù le mani da Giorgio Gaber
In questo blog si ama Giorgio Gaber. Tutto, dal Trani a gogo a Io se fossi Dio, il cui testo è anche pubblicato in versione integrale in un post.
E quindi figuratevi la mia emozione quando, ascoltando la radio, parte ad un certo punto la sua amata voce che canta "la libertà non è star sopra un albero...".
Una canzone attualissima sulla necessità della partecipazione, perbacco.
Sei lì che ti metti a cantare insieme a lui, e la canzone sfuma di botto con una annunciatrice che dice "La libertà è Piaggio". La libertà è Piaggio? Ma vaffanculo, Piaggio!
Ma c'è di peggio. La pubblicità radiofonica di un nuovo canale televisivo "per soli uomini" (lo deduci dal testo sprezzante e misogino che apre lo spot) è chiuso sempre da Gaber che canta "Ciao ciao bambina" (la canzone è di Tenco, mi pare, ma ne ha fatta una versione anche Gaber, la sua voce nasale è inconfondibile).
Ora, io capisco che un grande come Gaber abbia avuto in vita la orribile sfiga di una famiglia folgorata sulla via di Arcore; ma mi sembra che nè Ombretta Colli nè Dalia Gaberscik siano ridotte cosi "pezzealculo" da dover dare via i diritti del grande Giorgio per vendere motorini o canali per maiali.
Che peste le colga, subito.
E quindi figuratevi la mia emozione quando, ascoltando la radio, parte ad un certo punto la sua amata voce che canta "la libertà non è star sopra un albero...".
Una canzone attualissima sulla necessità della partecipazione, perbacco.
Sei lì che ti metti a cantare insieme a lui, e la canzone sfuma di botto con una annunciatrice che dice "La libertà è Piaggio". La libertà è Piaggio? Ma vaffanculo, Piaggio!
Ma c'è di peggio. La pubblicità radiofonica di un nuovo canale televisivo "per soli uomini" (lo deduci dal testo sprezzante e misogino che apre lo spot) è chiuso sempre da Gaber che canta "Ciao ciao bambina" (la canzone è di Tenco, mi pare, ma ne ha fatta una versione anche Gaber, la sua voce nasale è inconfondibile).
Ora, io capisco che un grande come Gaber abbia avuto in vita la orribile sfiga di una famiglia folgorata sulla via di Arcore; ma mi sembra che nè Ombretta Colli nè Dalia Gaberscik siano ridotte cosi "pezzealculo" da dover dare via i diritti del grande Giorgio per vendere motorini o canali per maiali.
Che peste le colga, subito.
giovedì, dicembre 22, 2005
Pubblicità regresso/2
...ed il secondo spot di cui volevo parlare molto male lo trasmettono alla radio (almeno, su Radio Capital), e credo sia lo spot di una compagnia di telefonia mobile (non è che faccio il misterioso, proprio non faccio mai caso al "brand" che viene pubblicizzato: non me lo ricordo davvero).
C'è un giovane psicopatico che riceve regali alquanto demodè da sorella, amici e vecchie zie (animaletti di cristallo, libri su muschi e licheni, camicie di flanella...) ed inizia lo spot con apparenti parole di ringraziamento, che alcuni secondi dopo si trasformano in rabbiose invettive sarcastiche con conseguenti distruzioni degli oggetti incriminati.
Il tizio sbraita perchè avrebbe voluto, invece, uno stramaledetto telefonino ipersottile.
Alla fine, una voce afferma che "i migliori regali sono quelli che uno si fa da solo", o una cosa simile.
Insomma, a me 'sto ragazzotto fa una paura dannata: dovreste sentire che razza di aggressività tira fuori per una cazzata del genere: roba da chiamare un esorcista.
La sua isteria è assolutamente ingiustificata, tanto più che 'sto demente è affascinato apparentemente solo dall'aspetto estetico del telefonino: che serva a telefonare è del tutto irrilevante, secondo il nostro psicopatico.
La prossima volta che a uno passa per la testa di regalargli qualcosa, provveda a presentarsi al suo cospetto con due infermieri ed un'ambulanza. Al primo accenno di reazione, portatelo in una clinica adeguata.
Da due giorni volevo scrivere questo post: e proprio oggi che mi son deciso, e senza alcun preavviso, la mia migliore amica me ne parla bene. Ovviamente, da pavido quale sono, mi son ben guardato dal dirgli cosa pensavo realmente. Lo dico solo a voi. Siate discreti.
C'è un giovane psicopatico che riceve regali alquanto demodè da sorella, amici e vecchie zie (animaletti di cristallo, libri su muschi e licheni, camicie di flanella...) ed inizia lo spot con apparenti parole di ringraziamento, che alcuni secondi dopo si trasformano in rabbiose invettive sarcastiche con conseguenti distruzioni degli oggetti incriminati.
Il tizio sbraita perchè avrebbe voluto, invece, uno stramaledetto telefonino ipersottile.
Alla fine, una voce afferma che "i migliori regali sono quelli che uno si fa da solo", o una cosa simile.
Insomma, a me 'sto ragazzotto fa una paura dannata: dovreste sentire che razza di aggressività tira fuori per una cazzata del genere: roba da chiamare un esorcista.
La sua isteria è assolutamente ingiustificata, tanto più che 'sto demente è affascinato apparentemente solo dall'aspetto estetico del telefonino: che serva a telefonare è del tutto irrilevante, secondo il nostro psicopatico.
La prossima volta che a uno passa per la testa di regalargli qualcosa, provveda a presentarsi al suo cospetto con due infermieri ed un'ambulanza. Al primo accenno di reazione, portatelo in una clinica adeguata.
Da due giorni volevo scrivere questo post: e proprio oggi che mi son deciso, e senza alcun preavviso, la mia migliore amica me ne parla bene. Ovviamente, da pavido quale sono, mi son ben guardato dal dirgli cosa pensavo realmente. Lo dico solo a voi. Siate discreti.
lunedì, dicembre 19, 2005
Pubblicità regresso/1
Non è affatto strano che la comunicazione pubblicitaria rappresenti, nel bene o nel male, la società a cui si rivolge per "vendergli" una merce.
E' quindi logico che, ultimamente, aumentino le pubblicità aggressive, o in cui i testimonial siano giovani o meno giovani psicopatici, arroganti e fuori di testa.
Ne segnalerò qualcuna, di quelle che mi fanno torcere particolarmente le budella.
"Se impieghi più di venti secondi a scegliere un paio di jeans, scordati di dare ordini ad un plotone".
Questa scritta inquietante appare sotto la foto di un gruppo di soldati (dell'Esercito Italiano) su un set di guerra.
I quattro sono ai piedi di un muro sbrecciato e cadente, il suolo è sabbioso: è evidente il riferimento all'Iraq,
Vestiti con mimetiche immacolate e scarponi puliti, sono chinati nell'evidente intenzione di difendersi da un attacco.
Sotto, in piccolo, alcune frasi di invito all'arruolamento come Allievo Maresciallo.
Direi che questa pubblicità (che ho visto anche in tv, ma che solo su stampa si coglie nella sua pienezza) rappresenta un evidente (e pericoloso) salto di qualità nella comunicazione dell'Esercito.
Se vi ricordate, fino a ieri l'Esercito si presentava ancora come un esercito "civile": il set era un'aula o un'azione di protezione civile.
Oggi, evidentemente, la situazione è tale che è possibile, per l'Esercito, rispolverare ed esibire un orgoglio bellicista per troppi anni occultato o nascosto.
La comunicazione si adegua, e non nasconde più la vocazione autentica dell'Esercito: combattere.
E lo slogan è efficacissimo: guerra ed azione. Decisioni rapide. In antitesi al pensiero profondo e pacifico, che ha bisogno di tempo. Anche per fare una cazzata come comprare un paio di jeans.
Un Maresciallo non perde tempo. Non ce l'ha. Potrebbero ammazzare lui ed i suoi, apparendo d'improvviso dietro un muro sbrecciato.
Indispensabile, dunque, decidere in fretta. E, nel caso specifico, sparare per primi.
Altro che protezione civile ed esercito civile. E' di nuovo il tempo di sparare, finalmente, e di ammazzare prima di morire.
Bleah.
E' quindi logico che, ultimamente, aumentino le pubblicità aggressive, o in cui i testimonial siano giovani o meno giovani psicopatici, arroganti e fuori di testa.
Ne segnalerò qualcuna, di quelle che mi fanno torcere particolarmente le budella.
"Se impieghi più di venti secondi a scegliere un paio di jeans, scordati di dare ordini ad un plotone".
Questa scritta inquietante appare sotto la foto di un gruppo di soldati (dell'Esercito Italiano) su un set di guerra.
I quattro sono ai piedi di un muro sbrecciato e cadente, il suolo è sabbioso: è evidente il riferimento all'Iraq,
Vestiti con mimetiche immacolate e scarponi puliti, sono chinati nell'evidente intenzione di difendersi da un attacco.
Sotto, in piccolo, alcune frasi di invito all'arruolamento come Allievo Maresciallo.
Direi che questa pubblicità (che ho visto anche in tv, ma che solo su stampa si coglie nella sua pienezza) rappresenta un evidente (e pericoloso) salto di qualità nella comunicazione dell'Esercito.
Se vi ricordate, fino a ieri l'Esercito si presentava ancora come un esercito "civile": il set era un'aula o un'azione di protezione civile.
Oggi, evidentemente, la situazione è tale che è possibile, per l'Esercito, rispolverare ed esibire un orgoglio bellicista per troppi anni occultato o nascosto.
La comunicazione si adegua, e non nasconde più la vocazione autentica dell'Esercito: combattere.
E lo slogan è efficacissimo: guerra ed azione. Decisioni rapide. In antitesi al pensiero profondo e pacifico, che ha bisogno di tempo. Anche per fare una cazzata come comprare un paio di jeans.
Un Maresciallo non perde tempo. Non ce l'ha. Potrebbero ammazzare lui ed i suoi, apparendo d'improvviso dietro un muro sbrecciato.
Indispensabile, dunque, decidere in fretta. E, nel caso specifico, sparare per primi.
Altro che protezione civile ed esercito civile. E' di nuovo il tempo di sparare, finalmente, e di ammazzare prima di morire.
Bleah.
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