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martedì, maggio 10, 2016

Another TED in the city...


E dopo Verona, Torino. Anzi, l'Università di Torino.

L'edizione del TEDx del 7 maggio, nello splendido campus Einaudi, non ha avuto la magnificenza organizzativa di TEDxVerona: ma per essere la prima edizione, è stata una gran bella storia:-)

Il tema era "Internet of People": ovvero come usare i nuovi strumenti allo scopo di creare nuove connessioni tra le persone.
Con alcuni esempi pratici: Boosta dei Subsonica, per l'occasione, ha lanciato nelle settimane precedenti un piccolo appello a musicisti (e non) per farsi inviare pezzi di suono e frasi con i quali ha composto un brano (eseguito "on stage") che può davvero dirsi una produzione collettiva, e simbolica del modo in cui oggi persone che stanno a distanza (e magari nemmeno si conoscono) possono cooperare per creare qualcosa insieme.

Lidia Schillaci (che è simpatica, bella, ma soprattutto ha una splendida voce e una grande capacità interpretativa) ha iniziato ad usare Periscope per far conoscere in modo diretto ed immediato la sua musica, ed organizza normalmente concerti di strada con i suoi musicisti usando semplicemente il suo cellulare per renderli disponibili in tempo reale a chiunque, nel mondo, la voglia ascoltare.

Derrick De Kerckhove, dopo aver esplorato le opportunità, ci ha messo in guardia dai pericoli della Internet of People. Ad esempio, la nostra reputazione ora dipende da fattori spesso incontrollabili. Nell'uso di questa cosa meravigliosa, ci vuole dunque una sempre maggior consapevolezza.

Pietro Schirano ci ha raccontato come non si riesca a raccontare alla propria madre che razza di lavoro sia disegnare le interfacce grafiche di Facebook.:-)

Gli interventi interessanti sono stati ovviamente molti di più, ma per fortuna confido sul fatto che la formula di TEDx obblighi a pubblicarli, visto che sono notoriamente troppo pigro per raccontare tutto:-))






martedì, aprile 26, 2016

Una bella giornata con TEDx, a Verona...


Non so voi, ma io…vado matto per i TED TALKS!

Per chi non lo sapesse: si tratta di conferenze, di una durata massima di 18 minuti, in cui persone che hanno qualcosa di interessante da raccontare provano a comunicarlo al prossimo. Si tratta in genere di persone che eccellono nel loro campo di azione: ma in realtà una qualsiasi idea innovativa o curiosa, che apra nuovi orizzonti di pensiero o nuovi punti di vista, può diventare oggetto di una conferenza.
E’ un format americano che riscuote particolare fortuna, ed è collaudato da vent’anni.
Sul sito ted.com potete trovarne oltre 2000. Molti sono sottotitolati, da bravissimi volontari, in una infinità di lingue del mondo (ed ovviamente anche in italiano). Io ne sono avido! Uso ascoltarli con i sottotitoli in inglese, in modo da utilizzarli anche come strumento di apprendimento/consolidamento della lingua.
Un insieme di conferenze, quando sono tenute nello stesso luogo e nello stesso spazio temporale, diventa un “evento TED”. L’evento padre, quello serio, dura anche una settimana, e parteciparvi costa anche un sacco di soldi (ma, se uno li ha, sono ben spesi).
Gli eventi TED hanno generato delle filiazioni in tutto il mondo, con eventi satelliti che si chiamano TEDx (dove la “x” indica che sono eventi “autorizzati” da TED, che ne rispecchiano la filosofia, ma che sono organizzati da una comunità locale”).
Domenica 24 ho assistito al TEDx organizzato dal Team di Verona; evento che si chiama TEDxVerona, ovviamente, ed ormai si svolge da qualche anno. 


Gli organizzatori sono dei giovani “volontari” che lavorano alacremente, da parecchi mesi prima dell’evento, esibendo una professionalità straordinaria sia nella preparazione che nello svolgimento della giornata.
Deciso il “tema” dell’evento, gli organizzatori contattano i possibili relatori, ovviamente, ma soprattutto si occupano delle decine di aspetti che costituiscono la complessità dell’evento: trovare il luogo adatto, predisporlo (immagine dell’evento, aspetti pratici), organizzare la comunicazione, la logistica, immaginare gli inconvenienti e prevenirli o gestirli, documentare l’evento in modo che sia storicizzato in modalità TED, e – mica da ridere – trovare i soldi (tramite biglietti, sponsor e patrocini) per dare gambe a tutto ciò!!!