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giovedì, dicembre 13, 2012

mercoledì, luglio 02, 2008

Ossigeno

Per fortuna, non esistono solo le parole stuprate da un potere violento e dai suoi squallidi vassalli. Esistono parole che vengono posate con semplicità e dolcezza, a descrivere ambienti e mondi in cui l'uomo non è un essere livido, assatanato, impaurito, ma un soggetto che appartiene al mondo e lo rispetta, e lo ascolta.
Boschi, gelo, neve...silenzio, attesa. Fatica. Confronto, rispetto, consapevolezza. Equilibrio, anche nella competizione di una caccia che può essere leale.
Ossigeno, aria pulita. Parole lievi, eppure dense di immagini che danno pace, che parlano di una vita anche difficile ma in armonia con se stessi e con gli altri. Di amicizia, di umiltà, di apprendimento, di competenze mirabili (e ormai in estinzione, ahimè).

In questi giorni, sto usando spesso Rigoni Stern come antidoto al veleno inoculato nelle arterie del paese ed alla mia conseguente, irrefrenabile irritazione.
Funziona, sapete.

mercoledì, giugno 18, 2008

Ciao, Mario!

Rigoni Stern se ne è andato, ieri mattina.
E siamo tutti un po' più soli. Non solo perchè il "Sergente" era una delle memorie storiche del paese, e da lui - come da molti altri - conoscemmo la reale dimensione di una delle più assurde tragedie generate dal fascismo - la campagna di Russia.

Ma perchè Rigoni Stern aveva occhi e cuore per vedere, nei suoi boschi, e parole e sensibilità per raccontare, nei suoi libri, tutto quello che piano piano è diventato invisibile agli abitanti di questo paese.

Le albe, la montagna, i boschi. La natura. La fatica, il silenzio, il confronto muto e stupefatto dell'uomo con quello che ha intorno, con quello che non può ne comprare nè conquistare ma può solo ammirare, se la sua anima esiste ancora.

Seguendo le tue parole e le tue storie abbiamo camminato con te, Mario, lassù sull'Altipiano, invidiando la tua capacità di capire davvero le cose che contano, ascoltando in rispettoso silenzio le verità che raccontavi, pacato e autentico.

Ci piace pensare che hai preso lo zaino e gli scarponi, ancora una volta, e picchiettando il bastone sulle rocce stai camminando laddove l'aria non si sporca mai, laddove nessuno può contaminare il mondo con favole e bugie, laddove il paesaggio esige silenzio, rispetto, umanità.

Grazie di tutto.