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lunedì, ottobre 05, 2009

Esserci non basta più

Sabato pomeriggio non ero a Roma (anche se ricevevo notizie in diretta dalla manifestazione...), ma per fortuna anche a Torino l'Associazione Stampa Subalpina ha organizzato un presidio, che ha avuto un successo partecipativo oltre ogni previsione (la gente andava e veniva nello struscio del sabato pomeriggio in centro, ma un paio di migliaia di persone attente - nonostante l'insufficienza dell' impianto audio - c'erano tutte...)

Sono intervenuti giornalisti, rappresentanti dell'opposizione (e i nostri del PD hanno dovuto GIUSTAMENTE pagare il pegno per la brutta figura fatta per le assenze parlamentari durante l'approvazione dello scudo fiscale) e cittadini comuni.

Un'ovazione ha accolto l'arrivo del Maestro Gustavo Zagrebelsky, uno dei giuristi e costituzionalisti firmatari dell'appello che su Repubblica on line ha raccolto 500.000 firme.

Ovazione che si è ripetuta quando Zagrebelsky ha dato la notizia della condanna di Fininvest, da parte di un tribunale civile di Milano, a risarcire 750 milioni di euro al gruppo De Benedetti per i danni causati dallo scippo della Mondadori mediante la corruzione di un giudice ed una sentenza falsa (la storia è nota, ma se servisse rispolverarvi la memoria la trovate qui).

Un'altra ovazione ha ovviamente accolto la notizia della riuscita della grande manifestazione di Roma.

Eppure...
Tornato a casa, ho guardato il primo TG disponibile (il TG1, sigh...).
Sono rimasto dapprima esterrefatto ed allibito per il modo in cui è stato realizzato il servizio (senza far vedere nessuno degli oratori e dando l'idea del solito "happening antiitaliano").

Poi, ho provato il solito disgusto per il maleodorante materiale organico non identificato che usciva dalla bocca del povero Capezzone (che farai, tristo figuro, allorquando la Storia o la Provvidenza libereranno il paese dalla sciagura rappresentata dal tuo padrone?)

Sono infine divenuto furibondo quando sul video è apparso il direttore del TG1, Augusto Menzognini, che per un minuto ha sparato merda sulla manifestazione, con un servilismo che superava di parecchie lunghezze quello della coppia Gasparri-Cicchitto.

Sulla condanna di Fininvest, ho sentito una sola, rapidissima frase.

Al TG2 del giorno dopo, l'immancabile Cicchitto (piduista come il suo padrone, come ci ha ricordato Carlo Lucarelli in "Blunotte") ha proposto che il PDL organizzi "una grande manifestazione popolare" per rispondere a quella che considera un'offensiva contro il premier.
"E' evidente - afferma in una nota in riferimento alla sentenza sul lodo Mondadori - che l'attacco al presidente Berlusconi di precisi settori politici e finanziari è concentrico e lungo più direttrici che vanno dal gossip, all'evocazione degli attentati di mafia del '92, ad altro ancora che si prepara e, adesso a questa sentenza civile dalle proporzioni inusitate ben studiata anche nei tempi".

L'unica cosa evidente, a mio avviso, è che costoro hanno perso ogni pudore e non si fermeranno più (immaginiamo cosa scateneranno nel caso la Consulta, domani, dichiari incostituzionale il lodo Alfano).

Esserci, dunque, manifestare il proprio punto di vista, non è più sufficiente.
E' ora di alzare la voce e non accettare più di essere cancellati, annullati, nascosti.
E' ora di cogliere ogni occasione per disturbare, con mezzi pacifici ma clamorosi, il manovratore che vuol raccontare una realtà pacificata e distorta, e le anime bellle dei suoi sostenitori.

Hanno spaccato il paese in due, irreversibilmente, con protervia e cattiveria, con malignità.
Non possiamo più, con loro e con chi li sostiene, essere gentili.

Rompiamogli le scatole, diamogli sulla voce, facciamoli vergognare di essere italiani.
Non consentiamogli di cavarsela con le solite bugie, i soliti slogan, le solite accuse stantie: mettiamoli all'angolo, con ogni mezzo, perseguitiamoli con gli strumenti della discussione, della legalità, della proposta, della CULTURA: senza smettere mai, senza lasciar loro fiato, tregua, requie.

lunedì, dicembre 01, 2008

Imperdibile

Mi riferisco all'articolo su democrazia e regime che Gustavo Zagrebelsky ha pubblicato su "La Repubblica" del 26 novembre (vi propongo però qui il link all'articolo ripubblicato su Megachip, che è formattato in modo più leggibile rispetto all'originale reperibile su Repubblica on line, ed integrato con link interessanti - vedi soprattutto la voce relativa a Robert Michels ed alla sua "ferrea legge dell'oligarchia").

Leggete con attenzione il passaggio relativo all'uguaglianza: ciò che, secondo Zagrebelsky, qualifica e distingue i regimi, e segna il passaggio dalla democrazia alla oligarchia.

E poi, parliamone: non smettiamo di rifletterci, di ragionare, di capire cosa sta davvero accadendo.