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sabato, aprile 02, 2016

Maria Giuana: storia di una canzone popolare.

Questo post torna finalmente a casa sua, dopo essere stato migrante, in una nuova versione aggiornata (aprile 2016).

Maria Giuana è una canzone popolare molto cantata nelle osterie e nelle “piole”, ancora oggi (in quelle poche osterie e piole che restano), dai piemontesi di ogni età.
Come tutte le canzoni, ha avuto delle ave e delle nipoti, ha conosciuto contaminazioni e versioni diverse, ha avuto l’onore di essere interpretata, oltre che da orde di piemontesi alticci, anche da grandi interpreti.
Questo testo vuole ripercorrerne la storia, per narrarla in modo più o meno organico e tentare di lasciarne una memoria storica (per quando ce ne sarà bisogno).
Verrà quindi aggiornato ogni volta che verranno raccolte nuove informazioni.
Ultimo aggiornamento: aprile 2016.
AVVISO E RINGRAZIAMENTI
Questo testo nasce da un post (“Maria Giuana”) pubblicato originariamente sul mio vecchio blog nel 2009. Nel 2012 il post viene riaggiornato (“Maria Giuana, il ritorno”) con pubblicazione in piemontese sul sito di Gianni Davico, che ringrazio per la traduzione.
Il post è stato aggiornato nel 2013 e nel 2014 con successive integrazioni, prima di essere completamente rivisto per la pubblicazione su Medium. 
Ad aprile 2016, in coincidenza con la scomparsa di Gianmaria Testa (uno dei migliori interpreti di questa canzone), il post ritorna a casa, sul suo blog di origine.
Per le preziosissime informazioni fornite e per il tempo impiegato nelle ricerche, si ringraziano sentitatamente Walter Pistarini, curatore del blog “Via del campo — Omaggio a Fabrizio De Andrè”, e Dino Tron, fisarmonicista dei Lou Dalfin.
Per la versione veneto/trentina, ringrazio per la segnalazione ed il video Jimi Trotter.
Poichè il testo è di discreta lunghezza, probabilmente è utile disporre di un…
INDICE
LA CANZONE (E I SUOI INTERPRETI ILLUSTRI).
COSTANTINO NIGRA E “ZIA GIOVANNA”.
LE VERSIONI DEL XIX SECOLO.
LE VERSIONI “MODERNE”.
LE VERSIONI DEI LOU DALFIN.
MARIA GIUANA DA ESPORTAZIONE.
MARIA GIUANA E’ ARRIVATA DALLA PERSIA?

mercoledì, marzo 27, 2013

giovedì, maggio 10, 2012

Calligram/1 (sperimentazioni grafiche)

"Ispirazione? Un concetto romantico superato. Bisogna lavorare anche se non se ne ha voglia. Nulla dias sine linea, dicevano gli antichi. Conta la disciplina. L'eruzione istintuale è un caos primigenio che va governato con la ragione. Un cerbero da bastonare, strozzare, tenere a freno".
(da una intervista di Paolo Rumiz al pittore Pordenone Montanari).

martedì, ottobre 26, 2010

La prevalenza del cretino

E pensare che questo è l'esponente di punta della nuova Lega, quello intelligente e col bel faccino di quelli che hanno studiato...
Si vede che la vicinanza con Borghezio, di cui non disdegna mai la compagnia, sta incominciando a mostrare i suoi effetti irreversibili: come diceva Gaber,

"Le cose buone non fanno epidemia, è un fatto biologico, niente da fare.
Io c'avevo un fratello, gracile poverino ma geniale, intelligente, e io gli stavo vicino, come dire... ora anch'io: BSSS, BSSS, BSSS.
Niente! L'intelligenza non si attacca... la scarlattina sì!
Secondo me certe persone che si aggregano, invece, c'hanno come incorporato una specie di distillatore che, FFFTTT, FFFTTT, FFFTTT, filtra, elimina tutto il buono attraverso un tubicino di scappamento, POH-POH, via il buono, POH-POH-POH, poi filtra il resto, distilla, e lascia passare... FFFTTT, FFFTTT, la merda pura! È capita?"

Di che parlo? Nel video qui sotto, il nostro presidente (un borghezio piccolo piccolo) sostiene:
«In Piemonte dev’essere fatta un’attenta valutazione che porti in futuro la Regione a finanziare le borse di studio dei piemontesi. Ritengo sbagliato che ogni regione non si faccia carico delle borse di studio dei propri cittadini».

Minchia, amico mio, ti è andato proprio in segatura il cervello.
"I propri cittadini" son quelli che ti vivono in casa, ti pagano le tasse e ti creano ricchezza, non quelli che son nati qui e poi sono andati in Argentina due secoli fa.
Se un piemontese di valore va a studiare a Pisa o ad Harvard o a Berlino, risiede lì, lì paga affitto e tasse e trasporti e tutto il resto, e magari si merita una borsa di studio, a nessun cretino di governatore passa per la testa di dirgli "ennò, sei bravo ma sei un mandrogno(1), fatteli mandare da Cota, i soldi per studiare, sennò torna al tuo paese!"

Perchè poi, mio bel piccolo borghezio, se sei coerente e applichi questa idea deficiente devi mandare un fax a tutte le università d'Italia, d'Europa e del Mondo, affinchè tutti applichino lo stesso principio negando le borse di studio agli studenti piemontesi meritevoli.

La verità è che tra "studenti", "meritevoli", "cittadini" e "piemontesi", un cervello leghista (così piccolo che quando due pensieri s'incrociano uno deve far retromarcia) va in confusione: quattro concetti da gestire in una sola volta, tutti insieme, sono una mission impossible.



UPDATE (di qualche giorno dopo)


(1) Termine piemontese per "Nativo dell'Alessandrino":-)

martedì, novembre 03, 2009

Maria Giuana

AVVISO!

Questo post è stato completamente riscritto e rieditato in una versione aggiornata ad aprile 2016, che trovate qui.

C'è una vecchia canzone piemontese, "Maria Giuana", che ha una storia lunghissima...





giovedì, novembre 16, 2006

Le capriole di una informazione isterica

Nota: la foto che correda questo post è ripresa dall'edizione online della rivista Piemonte Parchi (cliccare qui per raggiungere la pagina originale)

Mi riallaccio idealmente al post precedente con un esempio concreto.
Una delle più sciocche "tempeste emozionali" dell'estate 2006 ha sicuramente riguardato la "strage dei caprioli nell'Alessandrino". Ne ho parlato diffusamente in questo post.
Non dovremo mai dimenticare il cumulo di stupidaggini dette in quell'occasione, in particolare da persone che dovrebbero avere una forte consapevolezza del proprio ruolo pubblico (e parlo esplicitamente di Frattini, Pecoraro Scanio, Sgarbi e Loiero).
Come tutte le sciocchezze, ha prodotto alla fine solo un risultato: il blocco dell'abbattimento di tutti gli ungulati (inclusi cinghiali e cervi) sul territorio regionale piemontese a tempo indeterminato, a causa del "normale" ricorso al TAR del Piemonte da parte del WWF (qui maggiori dettagli sulla sospensione, qui la prima sentenza sospensiva del TAR, qui il commento del Consigliere Regionale dei Verdi Enrico Moriconi, sulla stessa linea dei quelli espressi da Rifondazione Comunista e LAV Piemonte) e di una riscrittura della delibera regionale (DGR n.3973 del 6 ottobre 2006) decisamente poco accorta.
Ora, ovviamente, nessuno parla più dei caprioli (alessandrini o bolzanini che siano): la notizia è passata di moda, anche se il problema è lì, inalterato (e anzi peggiorato dal fatto che i piani di attuazione faunistica sugli ungulati, a differenza degli anni in cui il popolo emozionato non ci metteva il naso, sono stati sospesi).
Per una breve frazione dell'estate, migliaia di italiani sono improvvisamente diventati esperti faunistici: è bello sapere che sono tornati tutti ad essere, come fanno di solito, Ministri delle Finanze o Commissari Tecnici della Nazionale di calcio.
E' un bene che il disinteresse popolare su questo tema abbia ripreso il sopravvento: significa che chi ha competenza sull'argomento può tornare ad occuparsene, ed affrontare il problema come si conviene.
A questo proposito, segnalo un articolo di Caterina Gromis di Trana sulla versione cartacea di Piemonte Parchi ( qui una versione online di sintesi) che contribuisce alla discussione con toni e argomentazioni adeguate.

venerdì, settembre 08, 2006

Continuiamo così, facciamoci del male (la saga dei caprioli continua)

Ricevo, leggo e rabbrividisco (sull'argomento ho già scritto un post assai dettagliato):

Caccia: stop per caprioli
Il WWF accoglie con soddisfazione l'accoglimento del suo ricorso presso il Tar del Piemonte. Si torna nel solco delle ''buone prassi'', gli enti scientifici sono infatti referenti essenziali per decidere un equilibrato piano di abbattimento.

Fermare il Piano di abbattimento dei caprioli in Piemonte è un esempio di buon senso da parte delle istituzioni perché riconosce il valore e attendibilità dell'Istituto nazionale di Fauna Selvatica nella valutazione dei piani di abbattimento. Così il WWF Italia accoglie la notizie della sentenza del Tar del Piemonte che ferma le doppiette. Il ricorso del WWF era stato presentato infatti perché il piano di abbattimento dei caprioli aveva ricevuto un parere negativo dell'Istituto Nazionale Fauna Selvatica. Il parere dell'Infs non va considerato vincolante, ma è prassi che a seguito di un mancato assenso, la Regione presenti comunque un parere che motivi l'avvio del piano di abbattimento. Il WWF quindi ritiene che un dietro-front fosse necessario per ripristinare una corretta catena di diritto. Il mancato ascolto del parere di un soggetto referenziato da parte del Tar avrebbe infatti potuto creare un precedente legale, e rappresentare una consuetudine pericolosa se applicata in altri contesti.

''Il nostro è un paese - spiega Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia - che certamente, in alcuni contesti territoriali, ha per qualche specie di animali problemi di soprannumero di capi. Sono comunque animali che pagano le scelte dell'uomo il quale, sterminando predatori naturali o facendo reintroduzioni sbagliate per motivi venatori ha alterato quegli equilibri che governano i rapporti tra varie specie''.

Dunque, adesso la Regione dovrebbe motivare il piano di abbattimento.
Lo sta facendo da un bel po' di tempo, direi: da anni, se qualcuno avesse voglia di ascoltarla, invece di lamentare la triste sorte del capriolo con strepiti e lacrime degne di miglior causa.
Pratesi dice che si, in effetti, da qualche parte ce ne sono troppi: ma è colpa dell'uomo bla bla bla, e poi a me che me ne frega, ai boschi che non nascono più ci penserà probabilmente il prossimo presidente del WWF.
Che paese di incompetenti, Dio mio!

giovedì, agosto 10, 2006

Lacrime per Bambi (my god!)

Precisazione: difficilmente leggerete qui, d'ora in poi, post che trattino l'argomento del giorno (il conflitto tra Israele ed Hezbollah sul territorio libanese). Non riesco ad informarmi ad un livello sufficiente, e quindi evito di pronunciarmi. Posso esprimere solo orrore, ma è merce ormai consunta e troppo diffusa.

La Regione Piemonte pianifica - come fa ogni santo anno, indipendentemente dal colore di chi la governa - di abbattere qualche migliaio di caprioli, la cui popolazione è diventata numericamente insostenibile rispetto alle risorse del territorio, e subito si scatena un'ondata di commozione impressionante (altro che le vittime civili delle guerre! Questo sì che è un crimine intollerabile!)
Tutti piangono per Bambi, o inventano soluzioni demenziali (il trasporto di migliaia di capi in Calabria! In fondo è un modo appena più crudele di una fucilata, per ucciderli...).
Gli stessi uomini e donne che distruggerebbero senza esitare un bosco secolare per avere una strada che li porti in cinque minuti da casa all'ipermercato più vicino, si struggono per i caprioli come se fossero amici, parenti, animali di casa con cui condividono il letto e il sofà.
Perchè è bello provare emozioni semplici: un animaletto umanizzato da Walt Disney è l'oggetto giusto delle nostre attenzioni, che non ci sentiamo di rivolgere agli sfigati del mondo neppure quando ci inciampiamo sopra nell'androne di casa.
Che la popolazione di caprioli tenda ad incrementarsi del 35% all'anno in assenza di predatori, e che i caprioli abbiano la naturale tendenza a devastare il sottobosco cibandosi dei germogli degli alberi che riescono a raggiungere, sono informazioni ed aridi dati che non influenzano la commozione.
Che il peso sul territorio di una simile popolazione di ungulati sia insostenibile, non interessa: "Giù le mani da Bambi!", è l'urlo del popolo, rappresentato ad alti livelli da personaggi che dovrebbero aver ben altro da fare (il Commissario UE Frattini, il Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, il Governatore della Calabria Loiero, il critico Sgarbi..) che inserirsi distrattamente in una polemichetta estiva e senza fondamento.
In ogni anno compreso tra il 2001 ed il 2005, la Regione Piemonte ha autorizzato l'abbattimento di un numero di caprioli compreso tra 2500 e 3500.Gli abbattimenti effettivi sono stati l'80% in media, quindi è assolutamente normale che la quota prevista per quest'anno sia leggermente superiore: i caprioli non hanno saputo che erano in soprannumero e non si sono volontariamente spostati in un altro habitat, quindi è necessario adeguare il numero di abbattimenti.
Che sono un numero normale, a parte lo sbandamento matematico di qualche blogger che riesce a fare un post del genere senza vergognarsi, che parla di 600.000 caprioli che verranno uccisi in Piemonte in due settimane!!!! (600.000 caprioli uccisi? si suppone che, vista la mattanza, ce ne siano almeno dieci volte tanto...un capriolo e mezzo per ogni piemontese!!! Ma dove li avremo nascosti? Sotto i letti?)

Il numero di abbattimenti annui di caprioli, in tutta Italia, assomma a circa 50.000, rispetto ad una popolazione totale stimata di capi tra 250.000 e 400.000 unità (popolazione che resta stabile GRAZIE agli abbattimenti programmati).
Spaventoso? Beh, prima di commuoverci leggiamo questo documento ufficiale, risalente a gennaio 2006, del Ministero delle Attività Produttive.
A pagina 30, uno scopre che in Italia si macellano, ogni anno, circa QUATTROMILIONI E DUECENTOMILA CAPI tra vitelli, vacche e vitelloni (dato aggiornato al 2004).
E stiamo parlando solo di CARNE BOVINA, che costituisce il 27,5 % del nostro consumo di carne.
Ogni anno ci mangiamo a testa, sempre secondo i dati ufficiali, più di 87 kg di carne, di cui 24 di carne bovina. E non parliamo del pesce, porello...
Ora, supponendo che tutte le anime belle che piangono per la sorte dei "bambi" siano perfettamente consapevoli di queste cifre (e mi auguro che lo siano, neh...), io mi aspetto che in Italia la percentuale di vegetariani, in seguito a questo dibattito, schizzi immediatamente e coerentemente alle stelle.
Secondo voi, come andrà a finire?
Comunque, se Pecoraro Scanio, Frattini, Loiero e Sgarbi dispongono di un giardino di casa abbastanza capiente, inizino pure a raccogliere caprioli in giro per il paese...

Ah, giusto per finire.
I caprioli sono ungulati come i cervi e i cinghiali, i camosci e i mufloni.
Beh, per fare un esempio, il piano di abbattimento dei cinghiali in Piemonte (stagione venatoria 2005-2006) riguarda...guarda un po'!, 4000 capi, come per i caprioli! Perchè i cinghiali non se li fila nessuno? Solo perchè sono brutti e pelosi? (Qui altri dati).
Allora trattasi di anime belle ed anche un po' razziste...

Ah, se volete già iniziare a piangere in anticipo per "l'orribile massacro" che si svolgerà in Piemonte nella stagione venatoria 2006-2007 qui c'è il dettaglio, fresco fresco di pubblicazione...

Io, intanto, esprimo la mia assoluta solidarietà a tutti i tecnici , agli esperti faunistici ed agli amministratori piemontesi che in questi giorni sono sottoposti, peggio dei caprioli, al fuoco incrociato della stupidità e dell'ignoranza.

UPDATE: gironzolando per la rete, e leggendo centinaia di post indignati per l'orrido massacro, scopro che il razzismo delle anime belle non è solo "procaprioli" alla faccia delle altre specie, ma anche "etnico": tutti a spasimare per i 600 caprioli della provincia di Alessandria (da cui, si comprende, è partito il tam tam mediatico), e a disinteressarsi degli altri 3400 caprioli piemontesi e degli altri 49.600 italiani destinati alla stessa fine. Mah...non ho parole.

UPDATE2: c'era un articolo del Corriere che sottolineava già quanto detto nel primo update; ma è curioso notare che, dei 50.000 caprioli che verranno abbattuti quest'anno, ben 10.000 si trovano nella Provincia di Bolzano (ed è una cifra, consentitemi, molto più impressionante dei 600 alessandrini...)
Il direttore dell'Associazione cacciatori dell'Alto Adige, Heinrich Aikenthaler, dice che «da vent'anni la cifra degli abbattimenti da noi è più o meno sempre la stessa e nessuno si è mai sognato di contestarla anche perché tutto viene eseguito in modo scientifico, attraverso una commissione mista, equilibrata, non di soli cacciatori».
Il tipo non mi è particolarmente simpatico nè per ruolo nè per tono, ma non vedo perchè non dovrei credergli.