Ora, è la volta di Beppe Grillo.
Nei giorni scorsi, ha manifestato la sua insofferenza per l’articolo 94, penso soprattutto per le due frasi iniziali:
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Grillo e Casaleggio hanno deciso che questo articolo a loro non interessa. Non vogliono dare la fiducia: che cosa vogliano fare in alternativa, non è ancora dato sapere.
Ieri è stata la volta di un furioso attacco all’articolo 67:
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Questo, scrive Grillo, consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori. Insomma, l'eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno. Per cinque anni il parlamentare vive così in un Eden, in un mondo a parte senza obblighi, senza vincoli, senza dover rispettare gli impegni, impegni del resto liberamente sottoscritti per farsi votare, nessuno lo ha costretto con una pistola alla tempia a farsi inserire nelle liste elettorali. La circonvenzione di elettore è così praticata da essere diventata scontata, legittima, la norma. Non dà più scandalo. Viene concesso al parlamentare libertà preventiva di menzogna, può mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato.
Dove in quel “fare il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”, il nessuno sembra essere Grillo stesso.
Ma non entro nel merito: io penso che il mandato rappresentativo sia giusto, e che sia la orribile legge elettorale attuale a cozzare violentemente con l’articolo 67 della Costituzione, ma non è questo il punto.
Ora, la Costituzione non è scritta sulla pietra. Assolutamente. Si può discutere di essa, proporre cambiamenti (come è già avvenuto, anche in modo irresponsabile da parte del centrosinistra e come tentato dal centrodestra, ma senza superare l’approvazione referendaria). Esistono le regole per cambiare le sue regole, che sono racchiuse nell’articolo 138.
Quindi pensare di cambiarla e fare le proposte per cambiarla come previsto dalle regole è un fatto accettabile. Insultare la Costituzione, infastiditi perché la si considera ostacolo ai propri desideri, un po’ meno.
Il Presidente Napolitano, così sensibile da non andare all’incontro con il candidato della SPD perché costui aveva definito “clown” Berlusconi e Grillo, non sembra così attento agli insulti di costoro. Per par condicio, visti i continui insulti a Bersani, il Presidente non dovrebbe ricevere Grillo fino a quando non chieda scusa.
La realtà è che c’è il fortissimo pericolo che il berlusconismo stia lasciando il passo ad un fenomeno speculare, il grillismo, alimentato in parte dagli stessi elettori: un popolo incazzoso, indisposto ad assumersi responsabilità, pronto a trovare sempre nuovi nemici pur di non mettersi in discussione (a leggere i commenti ai post di Grillo, oggi peggio di ieri, c’è da spaventarsi per il tasso di violenza ed aggressività senza discernimento)-
I finanzieri, i banchieri, gli speculatori godono come ricci: la nuova arma di distrazione di massa è un miliardario che accende i riflettori sulla casta, e loro possono di nuovo agire nel buio accrescendo la disuguaglianza e l’ingiustizia.













