...alcuni sono peggio!
Ma guarda un po'...mentre il loro grande capo Faccia di Plastica vende bubbole, questi sembra che vendano mutui...ma voi lo comprereste un mutuo, anche usato, da uno che fino a ieri reggeva posaceneri a Bossi?:-)
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venerdì, febbraio 15, 2013
venerdì, marzo 18, 2011
Torino, diciassettemarzoduemilaundici

Eravamo in duecentomila, nella notte tricolore di Torino, sotto la pioggia battente.
Quel fiume umano ed immenso, che sciamava con entusiasmo e gioia verso piazza Vittorio Veneto, aveva l'energia di una esondazione: travolgeva la città, la fertilizzava di suoni e risate, dissetava le piazze inaridite.
La miseria umana della Lega, annullata da questa potenza popolare, defluiva calpestata nei tombini, verso le fogne: inconsistente, inutile, scema, stonata. Nulla più che piscio di cane.
Questa passione, questa voglia di esserci, di affermare una appartenenza oltre lo schifo in cui il paese versa, è qualcosa di straordinario e bellissimo.
Non so quanto duri, ma non importa: c'è, è reale, vera, palpabile.
Quando, dopo i fuochi d'artificio - quando era l'una e la notte ancor giovane- la fanfara degli alpini ha intonato l'inno di Mameli, ci siamo messi in decine di migliaia a cantarlo a squarciagola, il viso rigato da una pioggia incessante: e la piazza ha tremato, e la città ha tremato, ed i topi son scappati, a nascondersi nelle loro tane.
E poi abbiamo di nuovo affollate le vie e le piazze, e la metro, fino a tarda notte.
Oggi è arrivato il Presidente Napolitano: accolto da affetto sincero e popolare.


Il presidente Cota, ieri, non è andato all'alzabandiera: perchè "aveva da lavorare", il reggiposacenere.
Oggi è riuscito persino, al Regio, a suscitate il brusio in una platea di vip: non è riuscito ad evitare di dire che "qualcuno usa questa festa per strumentalizzarla": probabilmente a casa non ha nemmeno uno specchio.
Mentre il Presidente Napolitano veniva applaudito, andando ad inaugurare il rinnovato Museo del Risorgimento, il presidente Cota si recava là di soppiatto, strisciando contro i muri: ma l'abbiamo visto, ahilui, e gli abbiam detto le sue.
(Con i leghisti, ormai, è necessario esser leghisti: se non vi sentite italiani, allora - in quanto "padani" - siete extracomunitari: secondo le vostre stesse logiche, dovete AN-DAR-VE-NE da questo paese!)
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giovedì, novembre 11, 2010
Finalmente la risposta...!

...alla domanda che noi piemontesi ci poniamo da diversi mesi:
"ma ROBERTO COTA, oltre a sparare cazzate e stare sempre in TV, A COSA SERVE?"
Ovviamente, qui era in missione in Veneto. A far cosa, lo sa solo lui: si vede che il Trota non ha ancora le competenze per reggere i posaceneri.
(foto rubata al sito http://lospiffero.com, che sull'argomento pubblica un post che merita...)
martedì, ottobre 26, 2010
La prevalenza del cretino
E pensare che questo è l'esponente di punta della nuova Lega, quello intelligente e col bel faccino di quelli che hanno studiato...
Si vede che la vicinanza con Borghezio, di cui non disdegna mai la compagnia, sta incominciando a mostrare i suoi effetti irreversibili: come diceva Gaber,
"Le cose buone non fanno epidemia, è un fatto biologico, niente da fare.
Io c'avevo un fratello, gracile poverino ma geniale, intelligente, e io gli stavo vicino, come dire... ora anch'io: BSSS, BSSS, BSSS.
Niente! L'intelligenza non si attacca... la scarlattina sì!
Secondo me certe persone che si aggregano, invece, c'hanno come incorporato una specie di distillatore che, FFFTTT, FFFTTT, FFFTTT, filtra, elimina tutto il buono attraverso un tubicino di scappamento, POH-POH, via il buono, POH-POH-POH, poi filtra il resto, distilla, e lascia passare... FFFTTT, FFFTTT, la merda pura! È capita?"
Di che parlo? Nel video qui sotto, il nostro presidente (un borghezio piccolo piccolo) sostiene:
«In Piemonte dev’essere fatta un’attenta valutazione che porti in futuro la Regione a finanziare le borse di studio dei piemontesi. Ritengo sbagliato che ogni regione non si faccia carico delle borse di studio dei propri cittadini».
Minchia, amico mio, ti è andato proprio in segatura il cervello.
"I propri cittadini" son quelli che ti vivono in casa, ti pagano le tasse e ti creano ricchezza, non quelli che son nati qui e poi sono andati in Argentina due secoli fa.
Se un piemontese di valore va a studiare a Pisa o ad Harvard o a Berlino, risiede lì, lì paga affitto e tasse e trasporti e tutto il resto, e magari si merita una borsa di studio, a nessun cretino di governatore passa per la testa di dirgli "ennò, sei bravo ma sei un mandrogno(1), fatteli mandare da Cota, i soldi per studiare, sennò torna al tuo paese!"
Perchè poi, mio bel piccolo borghezio, se sei coerente e applichi questa idea deficiente devi mandare un fax a tutte le università d'Italia, d'Europa e del Mondo, affinchè tutti applichino lo stesso principio negando le borse di studio agli studenti piemontesi meritevoli.
La verità è che tra "studenti", "meritevoli", "cittadini" e "piemontesi", un cervello leghista (così piccolo che quando due pensieri s'incrociano uno deve far retromarcia) va in confusione: quattro concetti da gestire in una sola volta, tutti insieme, sono una mission impossible.
Si vede che la vicinanza con Borghezio, di cui non disdegna mai la compagnia, sta incominciando a mostrare i suoi effetti irreversibili: come diceva Gaber,
"Le cose buone non fanno epidemia, è un fatto biologico, niente da fare.
Io c'avevo un fratello, gracile poverino ma geniale, intelligente, e io gli stavo vicino, come dire... ora anch'io: BSSS, BSSS, BSSS.
Niente! L'intelligenza non si attacca... la scarlattina sì!
Secondo me certe persone che si aggregano, invece, c'hanno come incorporato una specie di distillatore che, FFFTTT, FFFTTT, FFFTTT, filtra, elimina tutto il buono attraverso un tubicino di scappamento, POH-POH, via il buono, POH-POH-POH, poi filtra il resto, distilla, e lascia passare... FFFTTT, FFFTTT, la merda pura! È capita?"
Di che parlo? Nel video qui sotto, il nostro presidente (un borghezio piccolo piccolo) sostiene:
«In Piemonte dev’essere fatta un’attenta valutazione che porti in futuro la Regione a finanziare le borse di studio dei piemontesi. Ritengo sbagliato che ogni regione non si faccia carico delle borse di studio dei propri cittadini».
Minchia, amico mio, ti è andato proprio in segatura il cervello.
"I propri cittadini" son quelli che ti vivono in casa, ti pagano le tasse e ti creano ricchezza, non quelli che son nati qui e poi sono andati in Argentina due secoli fa.
Se un piemontese di valore va a studiare a Pisa o ad Harvard o a Berlino, risiede lì, lì paga affitto e tasse e trasporti e tutto il resto, e magari si merita una borsa di studio, a nessun cretino di governatore passa per la testa di dirgli "ennò, sei bravo ma sei un mandrogno(1), fatteli mandare da Cota, i soldi per studiare, sennò torna al tuo paese!"
Perchè poi, mio bel piccolo borghezio, se sei coerente e applichi questa idea deficiente devi mandare un fax a tutte le università d'Italia, d'Europa e del Mondo, affinchè tutti applichino lo stesso principio negando le borse di studio agli studenti piemontesi meritevoli.
La verità è che tra "studenti", "meritevoli", "cittadini" e "piemontesi", un cervello leghista (così piccolo che quando due pensieri s'incrociano uno deve far retromarcia) va in confusione: quattro concetti da gestire in una sola volta, tutti insieme, sono una mission impossible.
UPDATE (di qualche giorno dopo)
(1) Termine piemontese per "Nativo dell'Alessandrino":-)
giovedì, agosto 12, 2010
giovedì, luglio 08, 2010
Vittime e stupidi: chi lotta e paga, e chi mistifica
Da La stampa.it:
"...ieri l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Ravello, ha sottolineato di non «aver timori per il fatto che la nostra regione possa aprirsi al nucleare». Di più ha definito «stupida» e «limitata» la posizione di chi contesta questa scelta perché è «inaccettabile che il Piemonte possa solo subire i rischi delle attività delle centrali francesi e svizzeri e non i benefici derivanti dalla costruzione di impianti di ultima generazione con le più ampie garanzie di tutela per il territorio e la popolazione»."
Da Il Manifesto:
"...ieri l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Ravello, ha sottolineato di non «aver timori per il fatto che la nostra regione possa aprirsi al nucleare». Di più ha definito «stupida» e «limitata» la posizione di chi contesta questa scelta perché è «inaccettabile che il Piemonte possa solo subire i rischi delle attività delle centrali francesi e svizzeri e non i benefici derivanti dalla costruzione di impianti di ultima generazione con le più ampie garanzie di tutela per il territorio e la popolazione»."
Da Il Manifesto:
- RICORDO DI LUISA MINAZZI da Circolo Verdeblu di Legambiente
Ricordo di Luisa Minazzi, morta, troppo presto, a causa di un terribile mesotelioma e per colpa dell’Eternit (Casale Monferrato, 6 luglio 2010).Luisa Minazzi è mancata ai suoi cari e ai tanti amici.
E’ stata uccisa dal mesotelioma provocato dall’amianto che, come è stato riconosciuto proprio in questi giorni nel processo che si celebra a Torino, l’Eternit ha fatto respirare agli operai e ai cittadini di Casale nonostante la consapevolezza che fosse altamente nocivo.
E’ stata uccisa come altre centinaia di persone (operai e no) che hanno avuto a che fare con l’aria di questa città negli anni in cui l’Eternit produceva i manufatti in cemento-amianto (tetti, tubi, …) e svendeva gli scarti di produzione (come il “polverino”) con cui i casalesi sistemavano cortili e sottotetti con poca spesa.
Luisa, l’Eternit l’ha sempre combattuto. E’ stata tra i fondatori del circolo di Legambiente di Casale Monferrato, di cui è stata per un lungo periodo una dei responsabili. La sua sensibilità per le questioni ambientali è sempre stata elevatissima. Il suo impegno, la sua capacità, le sue conoscenze sono state sempre messe al servizio delle battaglie “civili”, per una vera civiltà anche nei rapporti umani, che in questi anni si sono dovute affrontare.Ne ricordiamo solo alcune che hanno visto Luisa come protagonista: la lotta contro il nucleare, per il risparmio energetico e per le energie alternative, la lotta contro gli inquinatori dell’acquedotto casalese nel 1986 che ha portato alla costituzione dell’associazione “Casalesi contri gli inquinatori” di cui Luisa fu presidente; la lotta per introdurre la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e per sensibilizzare la popolazione con le campagne di “Puliamo il Mondo” ; la partecipazione ad un’altra campagna nazionale di Legambiente, “Mal’aria”, che permise di avviare una forte battaglia per la sostituzione dei tetti in amianto dei palazzi di Casale e soprattutto dei luoghi pubblici.
L’impegno di Luisa non poteva essere solo patrimonio di un’associazione come Legambiente. Per questo fu convinta ad accettare l’impegnativo compito di assessore all’ambiente del comune di Casale tra il 1990 e il 1995, ruolo nel quale si fece stimare per la serietà e la decisione sia dai suoi collaboratori che dalla cittadinanza. Va ricordata una pubblicazione, che da assessore, Luisa fece distribuire a tutte le famiglie casalesi: riguardava proprio l’amianto, i rischi e le proposte di soluzione.
In un congresso di Legambiente svoltosi poco prima che scoprisse di essersi ammalata di mesotelioma (poco più di quattro anni fa) ci ponemmo l’obiettivo di lavorare per una città che pur ancora con le ferite aperte provocate dal dramma dell’Eternit, fosse in grado di riprogettarsi, di ricostruire una visione di sé innovativa, sostenibile, in grado di garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
A questo progetto Luisa credeva molto, anche per il suo ruolo di insegnante prima e di dirigente scolastico, poi.
A questo progetto ognuno di noi si deve sentire più che mai legato, anche se Luisa non c’è più.
Glielo dobbiamo… per ricompensarla almeno in parte di una sorte crudele che proprio sul suo fragile corpo si è accanita. Lei che si è battuta con tutte le sue forze a favore di un ambiente più sano è stata stroncata dalla malattia simbolo della mal'aria casalese.
Gli amici e le amiche del Circolo Verdeblu di Legambiente - Casale Monferrato
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